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PARCO NAZIONALE DI BANDHAVGARH / SECONDA PARTE

La regina e i suoi cuccioli

La regina e i suoi cuccioli
Dopo una gestazione di 16 settimane, la femmina di tigre del Bengala dà alla luce 3-4 cuccioli. © S. Sbaraglia

Simone Sbaraglia Simone Sbaraglia 13 Feb 2021

La tigre del Bengala (Pantera tigris tigris) è la regina incontrastata del Parco Nazionale di Bandhavgarh, anche se non è facile incontrarla.

Leggi qui la prima parte dell’articolo

Con i suoi 250 kg per oltre 230 cm di lunghezza, coda esclusa, è la sottospecie più grande dopo la tigre siberiana. Può vivere fino a 18 anni allo stato selvatico ed è solitaria e territoriale, non vive né in branco, né in gruppi familiari, e il maschio non ha alcun ruolo nella cura dei piccoli.

Il territorio di un maschio adulto può raggiungere i 100 kmq e intersecarsi con quello di molte femmine, con cui si accoppia tutto l’anno, ma soprattutto fra novembre e aprile.

Dopo una gestazione di 16 settimane, la femmina dà alla luce 3-4 cuccioli estremamente esposti agli attacchi dei maschi adulti, di leopardi, cani selvatici e sciacalli. Per questo motivo la madre li nasconde per circa 8 settimane in ripari naturali. Verso i due mesi di vita, i cuccioli iniziano a partecipare alle battute di caccia, con una percentuale di successo di una cattura su 20 tentativi. Intorno ai 18 mesi, ormai adulti, abbandonano la madre in ricerca di un proprio territorio e solo allora la femmina torna sessualmente attiva.

Cervus unicolor è il più grande dei cervi indiani, arrivando a pesare più di 500 kg. Schivo e solitario, è tra le prede preferite dalla tigre per le dimensioni e la celebre lentezza. I grandi palchi robusti, generalmente rugosi, possono arrivare alla lunghezza di un metro.

La scimmia Langur (Semnopithecus entellus) vive in colonie di circa 30 individui. Si nutre principalmente di foglie e di terra ricca di minerali. © S. Sbaraglia

Si stima che a inizio ’900 nelle foreste indiane ci fossero circa 40.000 esemplari. Oggi non si sa con esattezza quante tigri sopravvivano nel subcontinente indiano: nel 1972 il primo censimento ufficiale rivelò un declino della specie a sole 1.800 unità in natura.

Venne così avviato un massiccio programma di protezione, il “project tiger”, che inizialmente sembrò avere un buon successo (le stime del 1990 davano un andamento in ascesa, con circa 3.500 esemplari). Oggi si stima che la popolazione mondiale di tigre del bengala si aggiri intorno a 4.500 esemplari distribuiti tra Bangladesh, Bhutan, Cina, India, Myanmar occidentale.

L’aquila serpentaria crestata (Spilornis cheela) è molto comune nel Parco. Si nutre principalmente di rettili ma, grazie a una forza straordinaria, può catturare anche prede molto più grandi di lei, come un macaco adulto. © S. Sbaraglia
Estremamente sociale, il cervo pomellato (Axis axis) vive spesso in simbiosi con i langur. Il chital sfrutta lo sguardo acuto delle scimmie “sentinelle”, sempre appostate sui rami più alti mentre, di contro, i langur beneficiano dello sviluppatissimo olfatto del chital. © S. Sbaraglia

 

Informazioni sul viaggio al Parco Nazionale di Bandhavgarh

Quando:

il Parco di Bandhavgarh si trova nel Madyah Pradesh, in India centrale, 197 km a Nord Est da Jabalpur, dove arrivano voli di linea da Delhi. Il periodo migliore per la visita sono i mesi invernali, da dicembre a marzo.

A chi rivolgersi:

molti lodge e alberghi che sorgono nelle immediate vicinanze del parco organizzano anche safari nella riserva. Il successo del safari dipende molto dall’abilità e dall’esperienza della guida. Quella che ha accompagnato l’autore, ideale per foto e video operatori, può essere contattata a questo sito www.tigerjourney.in

  • argomenti
  • tigre del Bengala

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