Il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano coordina la Riserva di Biosfera UNESCO “Man and Biosphere” (MAB) che, dal 2021, coinvolge 80 Comuni, 3 Regioni, 6 Province, per un totale di 498.613 ettari. È un territorio più grande della Valle d’Aosta che vuole crescere insieme, scambiandosi idee, progetti e buone pratiche.
Il programma intergovernativo MAB, riconosciuto dall’Unesco, ha lo scopo di migliorare il rapporto tra le persone e l’ambiente. Combina le scienze naturali e sociali con l’obiettivo di salvaguardare gli ecosistemi naturali e gestiti, promuovendo approcci allo sviluppo economico che siano appropriati e sostenibili dal punto di vista ambientale.
La rete cresciuta intorno al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano coinvolge i ragazzi e le comunità locali in un progetto condiviso per promuovere e attuare la cultura della sostenibilità e della resilienza, attraverso l’adesione volontaria a un patto etico di gestione e sviluppo del patrimonio naturale comune.
L’Assemblea della comunità lunigiana
Per coinvolgere più persone possibili nel programma e chiamare ciascun cittadino a portare la propria esperienza, la MAB Unesco dell’Appennino Tosco-Emiliano ha organizzato cinque assemblee tenutesi a Collecchio (PR), Luni (SP), Castelnuovo di Garfagnana (LU), Piane di Mocogno (MO) e Reggio Emilia (quest’ultima si svolgerà domani).
«La Riserva Uomo e Biosfera dell’Appennino Tosco-Emiliano, riconosciuta nel giugno 2015 e ampliata nel settembre 2021, è oggi a un passaggio costruttivo, creativo, fondativo. Di questo passaggio siamo tutti noi responsabili e protagonisti» ha dichiarato Fausto Giovanelli, Presidente del Parco Nazionale e coordinatore della MAB Unesco dell’Appennino Tosco-Emiliano, durante l’assemblea dal titolo “Lunigiana – dal Portus Lunae al crinale” che si è tenuta a Luni martedì scorso.
Il Presidente ha poi tracciato il piano d’azione della MAB Unesco dell’Appennino tosco-emiliano: «Abbiamo un piano di azioni, molte delle quali già realizzate. Ma, ora, soprattutto, abbiamo un orizzonte nuovo che si allarga e si estende dai Crinali d’Appennino alle colline fino alla pianura e al mare. È un ambito più vasto di territori e quindi di persone, intelligenze, scuole, pubbliche istituzioni, imprese e aree protette.
C’è uno spazio di creatività per migliorare conoscenze e relazioni tra il capitale umano e il capitale naturale e più feconde interazioni tra le aree montuose e urbane, tra prestazioni di servizi ecosistemici e di servizi economici, sociali e culturali.
Ora sfida nella sfida è costruire nei cinque ambiti territoriali che hanno ciascuno distinta identità, storia culturale e amministrativa, un proprio centro motore e uno spazio vivo di scambio e promozione di esperienze».
Il lavoro già svolto attraverso assemblee plenarie, tavoli tematici e l’action plan ha messo a fuoco il valore del capitale umano per l’Appennino, la centralità di educazione, motivazione e senso di appartenenza, prima ancora delle, pur importanti, risorse materiali.
«Con questa visione ci siamo concentrati sul valore del paesaggio, della biodiversità, del senso di comunità, dei boschi e delle foreste, dell’agricoltura e dei turismi sostenibili, delle relazioni tra ecologia etica e spiritualità e dell’importanza del prendersi cura scegliendo “I CARE APPENNINO” come brand della Riserva» ha sottolineato il Presidente.
Progetti educativi, scientifici e di valorizzazione
Sono già 32 le scuole che hanno candidato con successo progetti di educazione alla sostenibilità riservati alle aree MAB Unesco. Si è così ulteriormente sviluppato l’impegno per educazione e formazione, già avviato dai seminari annuali per gli insegnanti e dai conseguenti progetti didattici, oltre al programma Laboratorio Appennino e ai soggiorni Neve Natura.
Per la mitigazione del cambiamento climatico è stato avviato un progetto innovativo sul grande patrimonio dei boschi e delle foreste, che coprono oltre il 50% della superficie della riserva MAB Unesco. Si tratta di un progetto innovativo che riconosce e remunera i servizi ecosistemici su una superficie di 10.000 ettari di bosco, in seguito a certificazione di gestione sostenibile. È una rivoluzione culturale in grado di far convivere la tutela del patrimonio naturale con le attività tradizionali di prelievo di legname e di migliorarle nel tempo.
Gli operatori turistici, le Guide Ambientali e i gestori di strutture ricettive, aderendo alla carta Europea del Turismo Sostenibile, stanno collaborando a un percorso di sensibilizzazione e di certificazione per migliorare la loro capacità attrattiva nel rispetto delle risorse naturali, culturali e sociali. Le adesioni alla CETS sono tuttora in crescita costante.
Per valorizzare il patrimonio agro-alimentare locale è nata l’iniziativa UPVIVIUM, che mette in valore il legame tra ruralità, biodiversità e paesaggio, dando visibilità e forza ai produttori e operatori della ristorazione.
La Riserva MAB Unesco dell’Appennino Tosco-Emiliano è impegnata a sostenere le politiche locali per la gestione delle risorse naturali con la partecipazione a ben tre progetti candidati sul PNRR. Sono stati finanziati per un importo di quasi 10 milioni di Euro.
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