Una storica sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo ha richiamato l’Italia per “l’inerzia prolungata che ha messo a rischio la salute dei cittadini” e per non aver preso le dovute misure sul problema dei rifiuti tossici bruciati e smaltiti per anni nella cosiddetta “Terra dei fuochi”, un vasto territorio densamente popolato che si estende tra la provincia di Caserta e quella di Napoli. Nei decenni sono stati interrati nell’area rifiuti tossici e rifiuti speciali, in decine di discariche abusive. I roghi innescati per eliminare i rifiuti hanno diffuso nell’atmosfera diossina e altri gas inquinanti con effetti dannosissimi sulla salute della popolazione. Queste pratiche criminali hanno trasformato la Terra dei Fuochi in una delle aree europee più colpite dall’inquinamento, segnata da un preoccupante aumento dei tassi di cancro.
Il diritto a vivere in un ambiente sano
La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla Terra dei Fuochi richiama con forza il Governo italiano alle proprie responsabilità per la violazione dell’articolo 2 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, relativo al diritto alla vita. Il diritto a vivere in un ambiente sano e a non ammalarsi deve diventare la priorità delle istituzioni, di quelle stesse istituzioni che per troppo tempo hanno colpevolmente sottovalutato una bomba ambientale innescata da illegalità e criminalità organizzata.
La sentenza obbliga l’Italia a elaborare una strategia globale per affrontare la situazione, istituire un meccanismo di monitoraggio indipendente e creare una piattaforma di informazione pubblica. Queste misure dovrebbero garantire una maggiore trasparenza e un monitoraggio efficace delle azioni intraprese per bonificare e tutelare il territorio.
Il WWF chiede al Governo un piano straordinario per la bonifica dell’area e il contrasto ai crimini ambientali: «Non ci sono più scuse per non agire nei confronti di un’emergenza ambientale di proporzioni mastodontiche. Chiediamo alle istituzioni di rispettare quanto disposto dalla Corte e di avviare immeditatamente un piano straordinario di bonifica e contrasto ai crimini ambientali, con azioni concrete per tutelare la salute e l’ambiente e restituire ai cittadini di quest’area, troppo a lungo martoriata da un inquinamento criminale, un futuro più sicuro».
Il WWF Italia, impegnato da anni sul campo nella lotta contro questa emergenza, si è sempre speso per informare l’opinione pubblica riguardo i pericoli derivanti da un ambiente contaminato e denunciare alle autorità le gravi irregolarità nella gestione dei rifiuti nell’area. In particolare, le Guardie volontarie del WWF sono state e continuano a essere protagoniste in provincia di Caserta, di un costante monitoraggio del territorio, segnalando e denunciando i crimini ambientali legati proprio all’inquinamento.
L’ultimo episodio lo scorso 12 gennaio, quando la Vigilanza WWF ha individuato nel casertano una discarica abusiva contenente amianto e rifiuti di ogni genere.
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