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MONDOGATTO / ALLA SCOPERTA DELLE RAZZE vai alla rubrica

L’Abissino, il gatto “leggendario”

L’Abissino, il gatto “leggendario”
Gatto Abissino. © Brigitte von Szczawinski/CC BY-SA 3.0

Francesca Danila Toscano 16 Feb 2022

Il primo Abissino a noi noto risale agli inizi del XIX secolo – tra il 1834 e il 1836 – ed è ancora conservato nel Leiden Zoological Museum, in Olanda. Identificato e classificato come un gatto di origine indiana. Questa teoria, avvalorata da prove storiche e studi genetici, suggerisce che la razza, sebbene sia stata modificata in Inghilterra, potrebbe essere nata a Calcutta, in India.

Ma una leggenda narra che il suo nome sia connesso alla sua terra d’origine, l’Abissinia, ovvero l’Etiopia. Fu chiamato così perché fece capolino in Inghilterra nel 1860 circa, quando un gatto di nome Zula vi arrivò in compagnia del capitano Leonard Barrett al suo ritorno dalla spedizione inglese in Abissinia. L’abissino fu riconosciuto come razza in Inghilterra nel 1882 e mostrata all’esposizione felina del Cristal Palace di Londra nel 1883. La Prima guerra mondiale fece quasi sparire il gatto abissino ma, nel 1929, eccolo rispuntare e divenire ufficialmente razza.

Ulteriori studi hanno, recentemente, messo in discussione le sue origini e ricondotto la sua storia a quella dell’antico Egitto, poiché dall’analisi degli affreschi tombali dei felini che popolavano questo mondo al tempo delle Piramidi, è evidente una somiglianza perfetta tra gli antichi gatti egizi e i gatti abissini.

Caratteristiche fisiche

Di taglia media, pesa intorno ai 4 chili, con un corpo allungato che termina con una coda affusolata e muscoli armoniosamente sviluppati. È un gatto attivo a cui piace saltare e giocare.

Ben proporzionato sotto tutti gli aspetti. Presenta una piccola fossetta sulla testa triangolare. Le sue orecchie piuttosto grandi e larghe sono inclinate in avanti, facendolo apparire sempre attento. Gli occhi, grandi e marcati da un bordo nero, esibiscono la prontezza e l’intelligenza peculiarità di questa razza.

Gli arti del gatto abissino sono sottili e gli conferiscono un portamento elegante e aggraziato, i piedi sono piccoli e ovali.

Il mantello dell’Abissino è corto e per questo motivo resiste bene a temperature elevate.

Il mantello del gatto abissino ha una particolarità chiamata “ticking”, che rappresenta il punto di forza della razza. Si caratterizza per l’alternanza di bande chiare e scure. Si tratta del risultato di una mutazione genetica, presente solitamente negli animali selvatici per facilitare la mimetizzazione.

Il pelo del gatto abissino, morbido, folto e lucido, aderisce al corpo e può essere dei seguenti colori:

  • Lepre: il corpo è bruno-arancio puntellato di nero, con il ventre e l’interno delle zampe albicocca scuro;
  • Sorrel: ticking di colore rosso rame con parti marroncine, con ventre e interno delle zampe albicocca-fulvio chiaro.
  • Blu: il ticking è di colore azzurro-grigio intenso, mentre la base è beige rosato chiaro;
  • Fawn: l’interno delle zampe e il ventre sono beige rosato, mentre il corpo dà sul rosa-beige, con macchie di un rosa più caldo;
  • Silver: una versione molto particolare dei precedenti colori, con il mantello silver, quindi bianco-argentato.

Appena nato questo gatto ha spesso il mantello scuro che poi schiarisce con l’età, che è avanzata perché raggiunge i 18-20 anni.

Carattere e relazioni

Sebbene l’Abissino sia un gatto attivo, è facile da tenere in casa. Affettuoso e affezionato, ama le persone e gli altri animali, è infatti un gatto socievole. Può giocare per ore con i suoi giochi, ma gradisce anche interagire con i suoi proprietari.

È agile e particolarmente curioso, e ha bisogno di sfogare le sue energie nel gioco: i cuccioli risultano addirittura iperattivi. Non è vendicativo né tendente a rabbuiarsi.

È un gatto particolarmente furbo, dotato di una fame insaziabile, tende a rubare il cibo, e sgridarlo non porta molti risultati, meglio non lasciare in giro piatti di pesce o carne, soprattutto, in nostra assenza.

Oltre a puntare ai nostri piatti, il gatto abissino è goloso a priori, e ingordo: specie da cucciolo bisogna fare attenzione e frenarlo, affinché non faccia indigestione. Con la vecchiaia, inoltre, il gatto abissino tende ad ingrassare quindi il cibo deve essere sempre più povero di grassi e ricco di proteine di qualità e di fibre.

 

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