Lasciata la vettura nel parcheggio presso l’agriturismo Malga Rolle (1.898 m/slm), attraversiamo la strada asfaltata per imboccare l’evidente sterrata chiusa da una barra e indicata da pannelli didattici. Prima, però, dobbiamo per forza fermarci e ammirare le impressionanti Pale di San Martino, dominate dal Cimon della Pala!
Ripreso il cammino procediamo in discesa su sterrata fino ad arrivare nei pressi del ristoro La Baita e di un impianto invernale (1.870 m/slm). Poco prima dell’edificio deviamo decisamente a destra per un ponticello proseguendo ora su ampio e comodo sentiero che alternando brevi salite e tratti graduali ci porta all’interno di un bosco di abeti rossi, arrivando a toccare la quota massima dell’escursione (1.950 m/slm).
Quando il sentiero comincia a scendere aumentano i larici e il primo dei laghi fa capolino a destra, un po’ nascosto dalla vegetazione. Poco dopo ecco che la discesa ci fa arrivare al rifugio (1.927 m/slm).
La zona dei laghetti è sede di un’area archeologica: il ritrovamento casuale di alcune selci, avvenuto nel 1971, ha portato a una campagna di scavi da cui sono stati individuati dodici siti di frequentazione utilizzati da cacciatori mesolitici utilizzati tra 11 mila e 8 mila anni fa, come illustrato dai pannelli in loco.
Proseguiamo oltre l’edificio per effettuare l’intero giro del primo dei due specchi d’acqua, camminando su comodo sentiero che passa prima lungo le rive sabbiose, poi in posizione più elevata, per abbassarsi infine di nuovo sulla riva settentrionale, più paludosa.
Questo è il lago più “domestico”, per così dire, e decidiamo allora di andare alla scoperta dell’altro, un po’ più naturalistico perché solitamente meno frequentato, e da cui si possono scorgere le punte delle Pale di San Martino, mentre a nord appare il Lagorai e, se il meteo lo permette, il gruppo della Marmolada e del Catinaccio.
- Laghi di Colbricon. © F. Voglino/A. Porporato
- Laghi di Colbricon. © F. Voglino/A. Porporato
- Laghi di Colbricon. © F. Voglino/A. Porporato
- Laghi di Colbricon. © F. Voglino/A. Porporato
Proseguiamo sul periplo del primo lago ma, prima di ritornare al rifugio, prendiamo un sentiero a sinistra che ci fa raggiungere in fretta il secondo specchio d’acqua per percorrerne prima la riva occidentale, tenendosi molto alto rispetto al livello dell’acqua, per poi allontanarsi un poco così da scendere all’emissario del lago (1.910 m/slm) che attraversiamo per costeggiare la riva opposta, più bassa e un poco paludosa. Quasi alla fine del lago il sentiero si stacca da esso facendoci salire a sinistra, in maniera ripida ma breve, portandoci sull’ampio sentiero già percorso all’andata e da dove ripercorriamo la medesima via già fatta.
- Laghi di Colbricon. © F. Voglino/A. Porporato
- Laghi di Colbricon. © F. Voglino/A. Porporato
- Laghi di Colbricon. © F. Voglino/A. Porporato
- Laghi di Colbricon. © F. Voglino/A. Porporato
Note
Dati sola andata
Lunghezza: 2,5 km
Dislivello: +80 -50 m
Tempo al netto delle soste: 50 min
Attenzione: il percorso è facile e intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo.
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