I cambiamenti climatici e la competizione con altre specie hanno plasmato la diversità dei coccodrilli moderni e dei loro parenti estinti.
Un team di ricerca, guidato da scienziati dell’Università di York, ha mappato l’albero genealogico dei feroci predatori e dei loro parenti estinti noti come Pseudosuchia. Hanno poi confrontato questi dati con quelli dei fossili per capire perché i coccodrilli hanno così poche specie viventi, mentre ci sono 11.000 specie dei loro parenti più stretti, gli uccelli.
I ricercatori hanno scoperto che quando le temperature globali sono aumentate, il numero di specie dei parenti marini e terrestri del coccodrillo è cresciuto, mentre l’aumento della competizione per le risorse, forse con squali, rettili marini o dinosauri, ha probabilmente portato alla loro estinzione.
I parenti del coccodrillo d’acqua dolce, invece, non sono stati influenzati dalle temperature, ma sono stati esposti al rischio maggiore di estinzione a causa dell’aumento del livello del mare.
Coccodrilli a rischio di estinzione
Lo studio “Decoupling speciation and extinction reveals both abiotic and biotic drivers shaped 250 million years of diversity in crocodile-line archosaurs”, pubblicato sulla rivista Nature Ecology & Evolution.
Con sette specie di coccodrilli classificate come a rischio critico di estinzione e altre quattro specie identificate come vulnerabili, i risultati dello studio forniscono importanti indicazioni per gli sforzi di conservazione dei coccodrilli e di altre specie, dato che il clima continua a cambiare.
L’autrice principale dello studio, la dott.ssa Katie Davis, del Dipartimento di Biologia dell’Università di York, ha dichiarato: «La documentazione fossile è una ricca fonte di informazioni preziose che ci permette di guardare indietro nel tempo per capire come e perché le specie si sono originate e, soprattutto, cosa ne ha determinato l’estinzione. Esaminando questa documentazione e mappandola rispetto all’albero genealogico dei coccodrilli, la nostra ricerca rivela quanto sia importante pensare all’ecologia quando cerchiamo di prevedere come le specie potrebbero rispondere ai cambiamenti climatici odierni».
Coccodrilli e uccelli condividono la loro eredità con i dinosauri e, insieme agli pterosauri, formano un gruppo noto come arcosauri o “rettili dominanti”, che risalgono al primo Triassico.
Il dottor Davis ha aggiunto: «I coccodrilli e i loro parenti estinti offrono una visione unica dei cambiamenti climatici e del loro impatto sulla biodiversità nel passato, nel presente e nel futuro. I nostri risultati ci permettono di capire quali fattori hanno plasmato e continuano a plasmare la vita sulla Terra».
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com





