Tra le molte escursioni possibili, l’anello che porta al santuario di San Bernardo permette di camminare tra grandiosi panorami, soprattutto verso la candida mole del Massiccio del Monte Rosa; l’arrivo al prato del santuario di San Bernardo offre una delle più belle viste sull’Oasi Zegna dando quasi la sensazione di “toccare il cielo con un dito”.
Partiamo dalla Bocchetta di Margosio (1.330 m/slm), lungo la strada Panoramica Zegna, e già qui in condizioni ottimali abbiamo una stupenda vista verso il Monte Rosa. Prendiamo ora verso destra una bella e rilassante pista erbosa che si allunga in leggera discesa, facendoci percorrere un magnifico sentiero balcone inizialmente aperto tra prati, e poi all’interno di una benefica faggeta.
- Anello di San Bernardo. © F. Voglino/A. Porporato
- Anello di San Bernardo. © F. Voglino/A. Porporato
Da pista erbosa, il tracciato diventa sentiero più stretto ma sempre ben evidente, e in discesa ci porta a raggiungere la quota più bassa dell’intero percorso (1.270 m/slm) per poi risalire gradualmente arrivando in poco meno di 2 chilometri a un bivio verso destra, segnalato dal cartello “San Bernardo F3”.
- Anello di San Bernardo. © F. Voglino/A. Porporato
- Anello di San Bernardo. © F. Voglino/A. Porporato
La salita si fa più decisa e in poco tempo ci porta a un’ampia radura dove imbocchiamo una sterrata a destra indicata dal cartello “Cammino di San Bernardo 7” e con qualche tornante prendiamo quota portando, arrivando al cancelletto che ci introduce al Santuario (1.390 m/slm) e alla sua scenografica terrazza panoramica a 360° su pianura e montagne che dà l’idea di essere in cima al mondo, e dove troviamo anche panchine e tavolini per una sosta rigenerante, ammirando una delle viste più belle sull’Oasi Zegna.
Rifocillati, usciamo dal cancello per prendere il sentiero che parte proprio al termine della gradinata (segni bianco/rossi). Con una discesa abbastanza ripida, quasi una scalinata, ritorniamo al piazzale già toccato all’andata. Non torniamo per la stessa strada ma lo attraversiamo in direzione della strada di accesso, senza imboccarla perché prendiamo il sentiero sulla destra in salita decisa, seguendo il cartello “Bocchetta di Margosio F3”. Con un breve strappo in salita arriviamo su una piccola cima da cui si apre la vista verso il complesso del Santuario appena lasciato.
Il tratto seguente si snoda con continui saliscendi e ci porta prima alla cima del Monte Rubello (1.410 m/slm), occupata da un ripetitore, e poi alle pendici del Monte Massaro (1.413 m/slm) la cui cima è irraggiungibile per via di numerose antenne.
Qui, nei pressi, si troverebbe il cippo dedicato a Fra Dolcino ma la presenza delle antenne rende il suo ritrovamento più simile a una caccia al tesoro poiché non vi sono segnali evidenti. Probabilmente anche oggi il trecentesco frate eretico vuol rimanere ben celato…
Dalle antenne scendiamo rapidamente sfiorando per due volte la strada asfaltata e arrivando con un ultimo, piacevole, tratto in curva alla Bocchetta di Mergozzo e al rilassante chiosco dove rigenerare il gusto con formaggi a chilometri zero, gustose miacce (una sorta di piadina a base di farina di mais) e caldo succo di mela aromatizzato…
Fra Dolcino e il Santuario
Dolcino, citato anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia, fu un eretico o grande rivoluzionario e riformatore, a seconda dei punti di vista. Dopo lunghe predicazioni si rifugiò fra i monti di Trivero dove combatté, e perse, la sua ultima battaglia.
Il Santuario di San Bernardo in origine era un semplice oratorio edificato, si narra, nel 1307 in sole 50 ore per celebrare la vittoria contro Fra Dolcino e i suoi seguaci, utilizzando i resti delle fortificazioni dolciniane. Il santuario vero e proprio risale al 1839 mentre la forma definitiva è del 1948, per volontà di Ermenegildo Zegna.
Narra una leggenda che presso il Santuario esista una grotta della “tana del diavolo” dove si celerebbe il tesoro dei dolciniani.
Note
Dati anello
Lunghezza: 4,7 km
Dislivello: 250 m
Tempo al netto delle soste: 1 h 30 min
Attenzione: il percorso è facile e intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo.
Link utili
- Anello di San Bernardo. © F. Voglino/A. Porporato
- Anello di San Bernardo. © F. Voglino/A. Porporato
- Anello di San Bernardo. © F. Voglino/A. Porporato
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