Molti animali hanno fatto dell’arte di nascondersi il proprio stile di vita. Le specie che presentano gli adattamenti più sofisticati sono più difficili da individuare rispetto ai loro parenti “generalisti”, ma spesso comportano un grande sacrificio.
Queste superbe forme di camuffamento sono sempre un compromesso: le ingombranti strutture che questi animali presentano sul corpo per nascondersi meglio li rendono meno agili e più delicati.

Il grillo peruviano Acanthodis aquilina si appiattisce completamente sul tronco del quale riproduce tutte le sfumature. © F. Tomasinelli
Molti dei grilli che imitano splendidamente le foglie, per esempio, volano molto male (o per nulla) e non sono neanche buoni saltatori. Per salvarsi la vita si affidano completamente all’imitazione.
Ci può sembrare molto difficile individuare alcuni di questi animali all’interno delle foreste dove vivono. Eppure, i loro predatori ci riescono, costruendo un’immagine di ricerca della loro preda.

Sulla volta di una foresta del Borneo, una lucertola Bronchocela cristatella riesce a nascondersi bene tra le foglie grazie al colore, alla forma allungata e all’immobilità, pur non presentando adattamenti radicali per migliorare il camuffamento. © F. Tomasinelli
Un uccello insettivoro, per esempio, ispeziona sistematicamente la corteccia e la vegetazione, sapendo che sarà difficile trovare le prede meglio camuffate. Ma dopo qualche esperienza con le prede nascoste e un certo numero di osservazioni dirette imparerà a diventare più efficiente nella ricerca. Ci riusciamo anche noi uomini con un po’ di addestramento, ma dobbiamo sapere cosa stiamo cercando.

Con le grandi ali aderenti al tronco una falena Geometridae del Madagascar passa inosservata sulla corteccia. Le strisce nere e regolari sulle ali contribuiscono a spezzare il profilo dell’insetto. © F. Tomasinelli
Il camuffamento non è, quindi, una garanzia assoluta di sopravvivenza, ma può essere un grande aiuto. Gli animali che si muovono poco e hanno un metabolismo meno attivo del nostro, come rettili, anfibi, insetti e ragni, sono i campioni assoluti di questa disciplina e raggiungono vette che non hanno eguali nel mondo animale.

Una cavalletta alpina Oedipoda germanica, se osservata dall’alto tra le rocce, risulta praticamente invisibile. © F. Tomasinelli

Il ragno del Borneo Phrynarachne decipiens imita l’escremento di un uccello. Tutto il materiale attorno al corpo del predatore è costituito dagli avanzi dei suoi pasti e dalla trama di una ragnatela tessuta apposta per migliorare l’inganno. © F. Tomasinelli

La grande coda allargata a forma di foglia rende molto difficile riconoscere la sagoma del geco Uroplatus phantasticus, lungo una dozzina di centimetri. Di giorno, quando non caccia, sta aggrappato ai rami bassi degli alberi tra le foglie secche in mezzo alle quali scompare. Le creste sopra gli occhi e le espansioni sulle zampe contribuiscono a migliorare il travestimento. © F. Tomasinelli
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