Spesso si dimentica che la CO2 non è solo un prodotto delle attività industriali, ma è prima di tutto un composto naturalmente presente, prodotto da ogni essere vivente – umani compresi – tramite la respirazione cellulare. È essenziale per la vita sulla Terra; infatti, senza l’anidride carbonica avremmo una temperatura media globale inospitale.
Il ruolo dei carbon sink
Il ciclo del carbonio è uno dei meccanismi fondamentali per l’equilibrio dell’ambiente e coinvolge, oltre agli emettitori, anche gli assorbitori, i cosiddetti carbon sink, deputati a rimuovere dall’atmosfera una parte di CO2, mantenendo una quantità tale da permettere l’equilibrio ambientale.
I carbon sink vengono definiti dall’UNFCCC come “qualsiasi processo, attività o meccanismo per rimuovere gas ad effetto serra, aerosol o precursore di gas serra dall’atmosfera”.
Quelli più noti sono le piante, e in generale le foreste, che assorbono CO2 attraverso la fotosintesi mantenendola poi nella biomassa, e gli oceani, che dagli anni 80 del Novecento hanno assorbito il 20-30% dell’anidride carbonica generata dall’uomo.
Nell’affrontare i cambiamenti climatici non si può tralasciare dunque il ruolo dell’assorbimento. Le soluzioni proposte dal Drawdown project riguardano azioni sul suolo, sugli oceani, e sulle soluzioni ingegneristiche.
Il contributo delle soluzioni sul suolo
Secondo il progetto è fondamentale supportare la risorsa suolo, capace di assorbire annualmente circa il 29% delle emissioni, agendo sul consumo di cibo e la produzione di rifiuti; sulla protezione e il recupero degli ecosistemi; sulle pratiche agricole e l’uso del suolo degradato. Complessivamente, l’impatto positivo maggiore è imputabile al cambiamento delle pratiche agricole in ottica più sostenibile, che aiuterebbero a ridurre dalle 116 alle 193 Gt (gigatonnellata = 1 miliardo di tonnellate) tra il 2020 e il 2050. Per quanto riguarda il recupero degli ecosistemi, il maggiore contributo è dato dal ripristino delle foreste tropicali, che farebbe assorbire dalle 54 alle 85 Gt tra il 2020 e il 2050. Piantare alberi su suoli degradati farebbe invece sequestrare tre le 22 e le 36 Gt.
Il contributo delle azioni sugli oceani e di quelle ingegneristiche
Le soluzioni proposte dal Drawdown Project per supportare gli oceani corrispondono alla protezione delle coste e al recupero degli ecosistemi marini, quest’ultima azione, in particolare, farebbe assorbire fino a 1 Gt di CO2 tra il 2020 e il 2050. Tuttavia, gli oceani assorbono CO2, ma non senza conseguenze. Questo ruolo, infatti, sta loro costando molto: le acque sono più calde, il livello del mare si alza, gli oceani diventano più acidi perdendo molta della biodiversità.
Infine, Drawdown Project dedica uno spazio anche alle soluzioni ingegneristiche “carbon capture”, che prelevano la CO2 dall’atmosfera per poi usarla per diversi scopi, ad esempio per dare vita a carburanti più sostenibili. Ma soluzioni di questo tipo si stanno ancora approfondendo.
Il progetto ribadisce che le azioni volte a incrementare l’assorbimento devono integrarsi necessariamente a quelle di mitigazione, discusse nella puntata precedente. Viene trattata infine una terza categoria di soluzioni, anch’esse rilevanti per affrontare al meglio i cambiamenti climatici, e riguardano l’informazione e la sensibilizzazione della popolazione, di cui si parlerà nella prossima puntata.
Leggi qui le puntate precedenti
Fonti
www.drawdown.org/drawdown-review
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