Guarda la prima puntata del viaggio nel Parco di Monfragüe
In nessun altro luogo in Europa come nel Parco di Monfragüe si possono osservare tali quantità di grifoni, avvoltoi monaco, capovaccai, cicogne nere e poi grandi, carismatici rapaci come aquile reali, aquile del Bonelli, aquile imperiali spagnole, falchi pellegrini e gufi reali.
Tra le pareti rocciose si scorgono i brevi voli del passero solitario e della monachella nera, mentre sopra i querceti e negli spazi aperti cacciano il nibbio reale, lo spettacolare nibbio bianco e l’albanella minore.
Le pianure del fondovalle, invece, sono il regno del cuculo dal ciuffo, della ghiandaia marina, della rara e localizzata (almeno da noi in Italia) gallina prataiola e dell’enorme otarda, l’uccello selvatico più pesante presente in Europa, con i suoi 15 chilogrammi di peso.
E infine, in inverno, a popolare i cieli del Parco di Monfragüe ci sono anche le gru. Nel mese di febbraio almeno 30.000 individui partono da qui per dirigersi più a nord.
Il loro volo di gruppo verso la Scandinavia, con centinaia di uccelli che passano in formazione a V sopra le praterie, è un altro dei grandi spettacoli di Monfragüe.
In questo tripudio di vita abbiamo scelto le specie più rappresentative per i visitatori di quest’area.
Le 5 specie da osservare al Monfragüe
Grifone
L’immenso grifone (Gyps fulvus), presente con più di 600 coppie residenti, è un avvistamento garantito nel parco. I punti migliori per vedere questi grandi avvoltoi sono il Salto del Gitano e la Portilla del Tiétar, ma in numeri inferiori si possono vedere un po’ dappertutto. L’ancor più grande avvoltoio monaco (Aegypius monachus) è aumentato progressivamente di numero e oggi è segnalato con più di 300 coppie.
Capovaccaio
Presente in piccoli numeri anche in Italia, il capovaccaio (Neophron percnopterus) è un altro avvoltoio che a Monfragüe è abbastanza frequente, con almeno 30 coppie. Più difficile da vedere dei suoi grandi cugini, perlustra durante il giorno i fianchi delle montagne alla ricerca di piccoli animali morti. I luoghi ideali per incontrarlo sono i punti panoramici lungo il fiume Tajo.
Gazza azzurra
Se ci si ferma per un picnic sulle strade principali, è difficile sfuggire alle attenzioni delle gazze azzurre (Cyanopica cyanus), bellissimi corvidi che vivono in piccoli gruppi nelle zone di macchia e nella dehesa. Sono molto confidenti e possono arrivare fino a pochi metri dalle persone. In inverno si incontrano in gruppi solitamente più grandi, con decine di individui.
Quercia da sughero
Queste grandi querce (Quercus suber) crescono nelle pianure attorno del parco. Hanno le chiome sempreverdi e la corteccia spessa, quasi invulnerabile al fuoco. Una delle più maestose è l’“Abuelo de Toril”: ha fra i 300 e i 400 anni, è alto 15 metri e il suo tronco ha ben 7 metri di circonferenza, valori davvero inusuali per questa specie.
Cicogna bianca
In primavera l’Extremadura si riempie di cicogne, che nidificano sui grandi alberi e nei piccoli centri. Nella città di Trujillo, la presenza degli uccelli in un centro storico così ben conservato dà vita ad uno scenario incantevole. Nel Parco è presente anche una trentina di coppie delle molto più rare cicogne nere, spesso visibili in volo lungo i fiumi.
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