Una delle sfide più difficili per gli studiosi di Geofisica e vulcanologia è di trovare un modo per prevedere i terremoti.
Questa “caccia” al precursore sismico oggi ha un elemento in più a suo favore: un nuovo studio, frutto della collaborazione tra Dipartimento di Scienze della Terra della Sapienza, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), ha rilevato alcune variazioni del livello delle acque di falda in Italia centrale, riconducibili a terremoti lontani, avvenuti persino in altri continenti.
Come già documentato negli ultimi anni in numerosi studi, esiste una associazione tra lo scatenarsi dei terremoti e le variazioni nella circolazione delle acque sotterranee. Quello che ancora non è adeguatamente noto è come tale fenomeno riguardi anche i telesismi, ovvero i terremoti lontani, avvenuti in altri continenti, i cui effetti sono avvertiti a migliaia di chilometri dall’epicentro.
I risultati, pubblicati sulla rivista Scientific Reports, rappresentano un ulteriore passo verso una possibile futura identificazione di precursori sismici nelle acque.
I ricercatori hanno monitorato per cinque anni il livello di una falda acquifera a Popoli, in Abruzzo, dove hanno osservato, oltre ai segni lasciati da eventi sismici avvenuti nelle immediate vicinanze, un comportamento anomalo delle acque, il cui motore scatenante era dall’altra parte della Terra.
«Dall’indagine idrogeologica e sismica è emerso che le onde sismiche responsabili delle perturbazioni sono le onde di Rayleigh, che viaggiano sulla superficie terrestre raggiungendo enormi distanze – spiega Carlo Doglioni della Sapienza e presidente Ingv –. Ora che abbiamo individuato le perturbazioni causate dai terremoti lontani, abbiamo uno strumento in più per distinguerle dai segnali precursori indotti dai sismi vicini».
Il fenomeno, recentemente evidenziato anche da uno studio simile condotto in Cina, rimane ancora materia di approfondimento del team di ricerca. Intanto i risultati dello studio aprono nuove vie sui criteri di cui tener conto nella scelta del sito che si intende monitorare e rappresentano una guida nel campo dei monitoraggi idrogeologici applicati ai fini sismici.
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