Un’ambiguità del regolamento REACH (Registrazione, Valutazione, Autorizzazione e Restrizione delle Sostanze Chimiche) dell’UE costringerebbe le aziende cosmetiche dell’UE a testare sugli animali per conformarsi ai requisiti di sicurezza chimica; questo anche per le aziende etiche, che di conseguenza perderebbero lo status di cruelty-free di PETA.
Per oltre quarant’anni, le organizzazioni PETA in tutto il mondo hanno guidato il movimento per porre fine alla sperimentazione dei cosmetici sugli animali, con PETA USA che ospita il più grande programma cruelty-free al mondo. Questo progresso ora è a rischio e PETA ha lanciato un appello urgente per proteggere l’integrità dell’industria cosmetica cruelty-free.
Cosa cambia per le aziende cruelty-free
Ai sensi del regolamento REACH, la sperimentazione animale dovrebbe essere utilizzata solo come ultima risorsa, ma nella pratica continua a imporre test su migliaia di animali per le sostanze utilizzate nei cosmetici, anche quando tali sostanze chimiche sono utilizzate esclusivamente nei cosmetici e hanno una lunga storia di utilizzo sicuro.
Per preservare l’integrità dello standard cruelty-free, solo le aziende che vendono i loro prodotti negli Stati Uniti, in Canada, in Germania o in India saranno elencate su PETA.org.
Le domande delle aziende che commercializzano esclusivamente in altri Paesi sono sospese fino a quando l’UE non avrà colmato la lacuna del REACH sui cosmetici.
La PETA chiede alla Commissione Europea di colmare la lacuna del REACH e di rafforzare i divieti esistenti sui test sugli animali, esortando le aziende a prendere posizione contro qualsiasi obbligo di sperimentazione sugli animali.
La scelta cruelty-free
«Migliaia di animali vengono sottoposti a ingestione forzata di ingredienti cosmetici in test dolorosi e mortali, nonostante il sostegno schiacciante di oltre 1,2 milioni di cittadini, che hanno firmato l’Iniziativa dei Cittadini Europei per proteggere e rafforzare i rivoluzionari divieti dell’UE sulla sperimentazione animale per i cosmetici. La Commissione Europea deve rispettare la volontà dei cittadini dell’UE e salvare i cosmetici cruelty-free» afferma la dott.ssa Julia Baines, Responsabile delle Politiche Scientifiche della PETA.
Esistono già metodi moderni, utili per gli esseri umani e non basati sull’uso di animali, per valutare la sicurezza degli ingredienti, e vengono utilizzati da aziende all’avanguardia. Non ci sono scuse per continuare con questi test.
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