Le stagioni sono cambiate, gli inverni diventano sempre più caldi e questo implica l’eccessivo aumento di innumerevoli insetti, fra cui le blatte volanti. Roma si sta riempiendo, vengono avvistate in ogni angolo della città, non c’è quadrante che sembra essersi salvato dalla loro presenza. Nelle ultime settimane anche Firenze però, sta notando questa specie.
Chi sono?
Le “blatte volanti”, conosciute come “batte americane o scarafaggi rossi” (Periplaneta americana), sono insetti infestanti, fanno parte della famiglia delle Blattidae.
Originarie dell’Africa, si sono diffuse in tutto il globo grazie al commercio e ai trasporti navali.
Riescono a raggiungere dimensioni importanti di 35-50 mm, riconoscibili per il colore che varia dal rossiccio al marrone scuro, con un disegno giallastro a forma di “8” sulla parte del torace dietro la testa.
Preferiscono muoversi a terra, ma hanno ali ben evolute per compiere brevi voli, specialmente in presenza di alte temperature o se disturbata.
Prediligono gli ambienti caldi, umidi e bui, nelle città infatti, riesce a formare colonie numerosissime nella rete fognaria. Da lì, possono risalire in case e edifici commerciali tramite tubature, scarichi, crepe e fessure, cercando cibo e riparo. Anche seminterrati, bagni, cucine, magazzini, ristoranti, panetterie e qualsiasi luogo dove ci siano alimenti possono essere i loro rifugi. All’aperto, si possono vedere in luoghi umidi e ombreggiati. Sono insetti prevalentemente notturni. Se avvistati di giorno, sono segno di una notevole infestazione. Onnivore e opportuniste, mangiano qualsiasi tipo di materia organica, rifiuti, cibo in decomposizione, amidi, carne, carta, tessuti, dolci e addirittura altre blatte.
Le femmine generano delle sacche di uova chiamate ooteche, con all’interno circa 15 embrioni ciascuna, resistenti agli insetticidi e agli agenti esterni. Una femmina può concepire tra 6 e 14 ooteche nella sua vita. In base alle condizioni ambientali vivono solitamente da sei mesi a più di un anno.
Come contrastarne la diffusione
La Periplaneta americana è considerata un serio rischio per la salute pubblica. Essendo abituata a vivere in ambienti insalubri può trasportare e diffondere numerosi agenti patogeni (batteri come Salmonella, Escherichia coli, virus, funghi, parassiti) infestando cibo, superfici e utensili attraverso il contatto diretto, le feci e il rigurgito. Questo può determinare malattie come salmonellosi, gastroenteriti, dissenterie batteriche, febbre tifoide e altre infezioni gastrointestinali. Per di più, le feci, i peli e le mute della cuticola delle blatte sono allergeni e possono scatenare reazioni allergiche, asma ed eczemi in individui sensibili.
Non si riproduce solo in una determinata stagione, pertanto i cicli tendono a sovrapporsi durante l’anno.
Per cercare di limitarne la riproduzione, si possono seguire questi consigli:
- Tenere le scorte alimentari in contenitori chiusi o all’interno di spazi ermetici anche perché, questi insetti, hanno la capacità di assottigliarsi e riescono quindi a passare facilmente all’interno di piccole fessure;
- Rimuovere sempre la spazzatura;
- Sigillare le crepe;
- Ridurre al massimo le perdite idriche che potrebbero contribuire al formarsi dell’umidità tanto apprezzata dalle blatte.
In caso di infestazioni significativamente conviene contattare ditte specializzate nella disinfestazione.
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