È stato pubblicato il rapporto Ecosistema Urbano 2025 (scarica qui il documento), l’analisi annuale di Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, che valuta le performance ambientali di 106 capoluoghi di provincia. L’edizione di quest’anno mette in luce un quadro in chiaroscuro, con l’eccellenza di poche città e l’emergere di problemi strutturali che rallentano la transizione ecologica urbana.
I leader della sostenibilità: Trento e Mantova
Per il 2025, sono Trento (79,78%) e Mantova (78,74%) le uniche due città a superare la soglia del 75%, conquistando rispettivamente il primo e il secondo posto in classifica.
- Trento torna sul gradino più alto, confermandosi, ancora una volta, un modello di vivibilità e performance ambientali.
- Mantova conquista la medaglia d’argento, salendo cinque posizioni grazie a risultati notevoli nella riduzione dei consumi e delle perdite idriche e nell’alta percentuale di raccolta differenziata, che raggiunge l’84%.
- Bergamo si colloca al terzo posto (71,82%), che compie un balzo di ben 13 posizioni, forte di un continuo impegno su raccolta differenziata e ciclabilità.
La classifica è totalmente invasa da città del Nord Italia (tra cui Bolzano, Pordenone, Reggio Emilia, Parma, Rimini, Bologna e Forlì). Bologna, al nono posto, si riafferma la migliore tra le grandi città.

Trento. © Roberto1964 via pixabay.com
Il Sud in grave affanno
Il report lancia un pesante allarme sul divario Nord-Sud in termini di sostenibilità urbana. L’unica eccezione nel Meridione è Cosenza, sedicesima in classifica, che si conferma l’unica città del Sud nella top 20.
In fondo alla graduatoria, nove città meridionali non riescono a toccare il 35% del punteggio, con Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria addirittura al di sotto dei 25 punti su 100, a dimostrazione di criticità ambientali profonde e sistemiche.
Le sfide irrisolte e le buone notizie
Nonostante alcuni segnali positivi, i capoluoghi italiani continuano a lottare con questioni croniche:
- Rete Idrica Colabrodo: Le perdite d’acqua restano un problema nazionale, con ancora 20 città che registrano dispersione idrica superiore o uguale al 50%.
- Mobilità in Arretramento: Il report segnala una tendenza negativa nella promozione della mobilità dolce: diminuiscono la superficie urbana dedicata alle piste ciclabili, l’estensione media delle isole pedonali e quella delle Zone a Traffico Limitato (ZTL).
- Consumo di Suolo: Tra il 2018 e il 2023, si è registrata una crescita del suolo impermeabilizzato per abitante pari a +6,3 mq/ab, con un incremento complessivo di circa 4500 Ha, un segnale che evidenzia il bisogno di una forte inversione di rotta.
Ci sono però, alcune note positive. Il quadro, perciò, non è interamente cupo. Affiorano infatti, alcuni segnali decisamente incoraggianti, come:
- Raccolta Differenziata: Per la prima volta tra i capoluoghi, la media supera il 65%. Ben 15 città hanno già superato l’80%.
- Trasporto Pubblico Locale (TPL): Il numero dei passeggeri trasportati è in aumento. Milano raggiunge i 424 passeggeri pro-capite, e anche Roma (277 passeggeri pro-capite) mostra lievi segnali incoraggianti.
L’appello di Legambiente
Di fronte a questa fotografia, Legambiente rinnova l’appello al Governo Meloni per interventi normativi urgenti.
Il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, rimarca: «Il Paese ha bisogno di interventi normativi e strumenti per facilitare una rigenerazione urbana adeguata alla sfida climatica a partire da una legge nazionale che fermi il consumo di suolo […] Serve anche rivedere il sistema dei bonus edilizi per rispettare gli obiettivi della direttiva case green».
L’associazione chiede in particolare che, per combattere queste sfide, si approvi al più presto una legge nazionale per una vera rigenerazione urbana che funga da dissuasivo al consumo di nuovo suolo agricolo, e che si avvii una stabilizzazione definitiva dei bonus per le ristrutturazioni edilizie a un livello non inferiore al 50%, un intervento da introdurre nella legge di bilancio con premialità per l’efficientamento energetico e per le fasce sociali più deboli.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com





