Le emissioni di gas metano, un potente gas serra che contribuisce al riscaldamento del pianeta, prodotte dall’industria petrolifera e del gas degli Stati Uniti tra il 2010 e il 2019 sono state superiori del 70% rispetto alle stime dell’EPA (l’Agenzia per la protezione dell’ambiente statunitense).
Lo rivela un nuovo studio, “Excess methane emissions from shallow water platforms elevate the carbon intensity of US Gulf of Mexico oil and gas production” pubblicato dalla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).
Le emissioni dell’industria dei combustibili fossili sono una delle principali fonti di metano nell’atmosfera. Le perdite di gas dovute a guasti e incidenti rilasciano grandi quantità di metano in brevi periodi di tempo e sono molto difficili da monitorare.
Per lo scopo possono essere di grande aiuto le misurazioni satellitari che scansionano regolarmente l’intero globo.
Se si prende, per esempio, il caso dell’esplosione di un pozzo di gas naturale in Ohio nel 2018, i ricercatori hanno calcolato che l’emissione totale di metano prodotta dall’esplosione è stata equivalente all’emissione antropica totale annuale di diversi Paesi europei.
Secondo i ricercatori, l’attuale sistema del governo federale per rilevare le perdite di metano da tubature, pozzi e compressori di combustibili fossili è inadeguato. Questo e altri studi recenti hanno mostrato risultati discordanti da quelli ufficiali dell’EPA e gli scienziati suggeriscono che l’EPA dovrebbe sfruttare le nuove tecnologie per avere un quadro più completo della quantità di questo potente gas serra che fuoriesce nell’atmosfera e ritenere le aziende petrolifere responsabili delle perdite.
80 volte più potente della CO2
Il metano provoca un effetto serra più di 80 volte superiore a quello della CO2. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, l’industria del petrolio e del gas è la principale fonte di emissioni globali di metano. I livelli sono aumentati vertiginosamente negli ultimi anni e gli scienziati guardano a questo gas come a un obiettivo per ridurre rapidamente le emissioni climatiche, perché ha un effetto riscaldante così potente.
I ricercatori hanno utilizzato i dati degli strumenti satellitari per tracciare un quadro realistico delle perdite di metano negli Stati Uniti, mentre gli operatori del settore petrolifero e del gas e l’EPA si affidano spesso ad apparecchiature portatili a infrarossi, che secondo gli esperti sono inadeguate.
«L’EPA continua a lavorare attraverso il suo processo di stakeholder per rivedere i nuovi dati del proprio Greenhouse Gas Reporting Program e gli studi di ricerca per valutare come le stime delle emissioni possano essere migliorate» ha risposto in una dichiarazione il portavoce dell’EPA.
Il dibattito coinvolge il futuro delle piattaforme americane nel Golfo del Messico, il più grande bacino di produzione di combustibili fossili offshore degli Stati Uniti.
Calcolando le emissioni di carbonio e metano della produzione di petrolio e gas nel Golfo del Messico attraverso le osservazioni satellitari, i ricercatori sostengono che venga emesso metano in eccesso rispetto alle stime governative. Le piattaforme in acque poco profonde hanno prestazioni climatiche notevolmente inferiori rispetto alle acque profonde o alla tipica produzione petrolifera globale
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com





