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Natura
Animali, piante e habitat
VOLO AGILE E VELOCE

Le libellule, regine degli habitat acquatici

Le libellule, regine degli habitat acquatici

Paolo Roccaforte Paolo Roccaforte 14 Ago 2020

Insetti tipicamente legati all’habitat acquatico sono gli Odonati, le note libellule; si distinguono dagli altri insetti per il loro lungo addome, le due paia di ali fitte di venature, i grossi occhi e le antenne molto ridotte. Gli adulti di molte specie di libellule sono estremamente colorati e sono attivi durante il giorno, soprattutto nelle ore centrali.

 

Il corpo è snello e aerodinamico; il capo è mobilissimo, grande, con due grossi occhi composti ai lati, fino a 30.000 occhi semplici che permettono agli occhi di avere una percezione straordinaria del più piccolo movimento e permette alle libellule di vedere ed afferrare piccoli insetti in pieno volo.

 

Possiedono un apparato boccale di tipo masticatorio, con mandibole dentate, viste le loro abitudini predatorie (il termine Odonati fu creato dall’entomologo Fabricius nel 1793 ed è probabilmente una contrazione di Odontognati, dal greco odóntos, dente e gnáthos, mascella).

Depongono le uova nei tessuti delle piante acquatiche e generalmente immergono il loro addome in acqua fino a incontrare la pianta adatta e con l’ovopositore praticano una fessura nella pianta per inserirvi le uova. Altre specie si limitano a disperdere le loro uova sorvolando la superficie dell’acqua.

 

Le larve sono carnivore e il labbro inferiore è trasformato in una struttura molto allungata articolata nel mezzo e provvista all’estremità di palpi trasformati in pinze mobili. Tale apparato è denominato maschera, perché, in posizione di riposo, è ripiegato sotto il capo e nasconde il resto della faccia. Quando il cibo è in vista, la maschera è proiettata in avanti fulmineamente e la preda viene afferrata con le pinze. Le larve completano il proprio ciclo vitale in un anno, ma in alcune specie ha una durata fino a 5 anni e in genere hanno un numero di mute variabile da 10 a 15.

 

La larva, che si appresta a mutare, comincia ad abbandonare l’acqua per intervalli di tempo sempre più lunghi; infine ne esce definitivamente e si arrampica sul fusto di una pianta palustre. Qui ha inizio lo sfarfallamento, simile in tutte le specie, con il disseccamento della cuticola che, esposta all’aria, si rompe dorsalmente all’altezza del torace. Dopo essersi liberato dalla vecchia cuticola, in un tempo che dura da qualche minuto a circa due ore, l’insetto raggiunge la sua dimensione definitiva, e compare la colorazione caratteristica delle varie specie.

 

Interessante è il comportamento riproduttivo. L’accoppiamento inizia con movimenti ritualizzati del maschio per attirare la femmina, per trattenerla poi con le zampe e afferrarla dietro la testa con i cerci (appendici, ricurve e spesso uncinate, che esso porta all’estremità posteriore del corpo); così uniti, i due individui possono volare per qualche tempo in “tandem”, fino a che non si poseranno sui rami di una pianta, per effettuare l’accoppiamento vero e proprio.

Il maschio inarca l’addome, stimolando la femmina a fare lo stesso per unire l’orifizio genitale al suo organo copulatore; i corpi, entrambi arcuati, dei due partner disegnano a questo punto una straordinaria figura a cuore.

 

Qualche specie

 

Lungo i ruscelli con acque fresche e ricche di ossigeno, possiamo osservare le libellule normalmente conosciute come “Damigelle”, immediatamente riconoscibili per la colorazione delle ali e per il volo leggero simile a quello di una farfalla.

 

Una specie piuttosto diffusa è la Libellula splendente (Calopteryx splendens) che vola da maggio a settembre; la colorazione generale del corpo è blu metallizzato nel maschio, verde metallizzato nella femmina. Il maschio è inconfondibile per via del blu delle ali che forma una banda colorata estesa da circa la metà fino quasi all’apice, mentre nelle femmine sono più o meno soffuse di bruno.

Libellula splendente (Calopteryx splendens)

Meno frequente, è la Libellula virgo (Calopteryx virgo), che ha invece una colorazione blu-viola metallizzato, diffusa su tutta l’ala; è più esigente della precedente riguardo alla qualità delle acque e frequenta corsi d’acqua puliti e ben ossigenati, con una netta preferenza per i piccoli corpi idrici planiziali, freschi e ombrosi.

Libellula virgo (Calopteryx virgo)

Predilige invece le acque stagnanti, dove le larve si sviluppano tra la vegetazione del fondo, la Damigella azzurra (Coenagrion puella); anche gli adulti non si spostano molto da queste zone umide. Ha corpo molto lungo e sottile e ali traslucide. Il maschio è azzurro a macchie nere, la femmina può essere nera sul dorso o presentare parti verdi e azzurrognole.

Damigella azzurra (Coenagrion puella)

Osserviamo poi (da aprile-maggio a ottobre) il volo veloce e potente della Libellula imperatore (Anax imperator), la più grande delle libellule europee, che può arrivare fino a 10 cm di lunghezza. I maschi si distinguono per il torace uniformemente verde e l’addome celeste con una larga banda nera centrale. Comune presso tutte le raccolte di acqua con abbondante vegetazione ripariale.

 

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