L’innovazione tecnologica, strumento essenziale della politica di decarbonizzazione dell’Europa, dipende in modo cruciale da materie prime definite “critiche” dall’UE, sempre più richieste a livello mondiale.
Molti dei prodotti tecnologici che utilizziamo quotidianamente contengono le cosiddette “materie prime critiche”, (CRM “critical raw material”). Basti pensare che un solo smartphone ne contiene circa 50.
Sono CRM tutti i metalli, minerali e materiali naturali più importanti dal punto di vista economico, il cui approvvigionamento presenta un elevato rischio per l’UE. Infatti, molte delle materie prime critiche sono concentrate in poche aree da cui l’UE si approvvigiona: dalla Cina viene importato il 98% delle terre rare, dalla Turchia il 98% del borato e dal Sud Africa il 71% del platino. L’immagine seguente mostra i principali fornitori di materie critiche dell’Unione Europea.
I CRM sono essenziali per la stragrande maggioranza delle industrie, li ritroviamo, ad esempio, nei telefoni, nelle lampade, nei semiconduttori. Pertanto, garantire l’accesso a tali risorse rappresenta una questione di sicurezza strategica per l’Unione Europea. Data questa rilevanza, nel 2008 venne avviata l’iniziativa European Raw Materials Initiative, che produsse nel 2011 il primo elenco delle materie prime critiche per l’UE, riesaminato ogni tre anni dalla Commissione Europea.
Sulla base di due parametri, l’importanza economica e il rischio di approvvigionamento, viene determinata la criticità del materiale, il quale viene inserito nella lista se supera, per entrambi i parametri, le soglie stabilite dalla Commissione. I calcoli si basano sulla media dei dati degli ultimi 5 anni. L’importanza economica considera l’allocazione delle materie prime agli usi finali basati su applicazioni industriali, mentre il rischio di approvvigionamento riguarda la concentrazione a livello di paese della produzione mondiale. La lista del 2011 conteneva 14 critical materials, quella del 2014 20 e quella del 2017 27. L’ultimo aggiornamento è del 2020 in cui si è aggiunto bauxite, il litio, il titanio e lo stronzio.
Garantire l’approvvigionamento di questi materiali non è essenziale solo per la sopravvivenza delle industrie, ma anche per il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal. Infatti, i CRM sono essenziali per molte delle tecnologie cosiddette low carbon, come i pannelli solari, le turbine eoliche, i veicoli elettrici e l’illuminazione a LED.
Sarà essenziale investire sul riciclo di questo tipo di materiale, al fine di ridurre la dipendenza dalle materie prime vergini e le pressioni ambientali dovute alla loro estrazione.
Fonti
European commission, “Report on critical raw materials in the circular economy, 2018”
European commission, “Methodology for establishing the eu list of critical raw materials raw materials guidelines, 2017”
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