Uno degli adattamenti più originali riscontrabili in natura è quello che vede molti organismi emettere luce fluorescente. Per lo più si tratta di esseri che vivono al buio (per esempio nelle grotte o nelle profondità oceaniche) o che prediligono ambienti di penombra, ma non solo.
La nota piattaforma di indagini naturalistiche inaturalist ha lanciato di recente una ricerca che cercasse di individuare il maggior numero possibile di specie dotate di questa strana peculiarità.
Fino a ora hanno partecipato all’indagine di campo, ancora in corso, 1269 rilevatori, che hanno individuato con 7750 osservazioni ben 2711 specie dotate di questa caratteristica.
Piante (come alcune felci, equiseti, cactus o varie alghe), funghi, licheni, pesci, mitili, polpi, anfibi, gechi, chiocciole, insetti, aracnidi ma anche mammiferi come alcune specie di lepri africane, l’ornitorinco, gli scoiattoli volanti o addirittura alcuni uccelli sono tutti gruppi che presentano queste caratteristiche.
Specifichiamo che la biofluorescenza è un fenomeno diverso dalla bioluminescenza. Quest’ultima è la produzione diretta di luce da parte di un organismo (il caso più famoso è quello delle lucciole) che avviene attraverso la reazione chimica di alcune molecole contenute nei tessuti oppure tramite l’azione di batteri simbionti, come nel caso di alcune specie di pesci abissali.
Diversa invece è la biofluorescenza, che avviene quando sui substrati esterni è presente una sostanza in grado di assorbire radiazioni UV e di riemettere altre radiazioni con lunghezze d’onda più lunghe, che fanno parte della luce visibile. Noi umani possiamo quindi accorgercene solo se una sorgente di UV (es. una lampada di Wood) illumina le molecole fluorescenti.
A cosa serve essere biofluorescenti?
Quali vantaggi se ne possono trarre? In realtà non si conosce molto sul reale significato di questa caratteristica: potrebbe essere implicata nella comunicazione intra e interspecifica. Sembra che essere biofluorescenti possa essere utile per la selezione sessuale (un po’ come per la bioluminescenza nelle lucciole), per scappare da eventuali predatori o anche per la ricerca di cibo.
In tutti i casi può essere divertente andare alla ricerca di specie con questo tipo di adattamento. Basta dotarsi di una semplice torcetta a raggi UV (le trovate su internet) e, con pazienza, iniziare a esplorare il giardino o i muretti attorno a casa: potreste scoprire, tra le pietre in mezzo al prato, dei funghi fluorescenti o magari un magnifico scorpione che, da marrone alla luce del sole, illuminato dalla speciale lampada risplenderà di tonalità verde-azzurre. Buona esplorazione.
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