Mari e oceani non sono indispensabili solo per la vita sulla Terra, ma anche per quella delle migliaia di specie che ospitano.
I mari della Penisola, in particolare, sono un concentrato di biodiversità. Il Mediterraneo, infatti, pur occupando solo l’1% della superficie totale degli oceani, ospita più di 12.000 specie, ovvero tra il 4 e il 12% delle specie marine mondiali.
Purtroppo, però, il mare non è una risorsa inesauribile. L’inquinamento e lo sfruttamento umano stanno mettendo a dura prova l’habitat di molte specie acquatiche.
Il pesante impatto umano è dovuto anche al fatto che mari e oceani sono spesso erroneamente considerati risorse in grado di autorigenerarsi all’infinito. Questo spiega l’enorme sfruttamento ittico e l’inquinamento da acque reflue.
Limitare il danno è possibile. Per proteggere la biodiversità si può scegliere di consumare solo specie ittiche pescate responsabilmente, mantenere un corretto comportamento in spiaggia ed evitare che rifiuti inquinanti finiscano in mare.
Esistono specie che più di altre necessitano un’attenzione particolare. Lo segnala il dottor Leonardo Tunesi, Responsabile dell’Area Tutela Biodiversità, Habitat e Specie Marine Protette per ISPRA, che ne individua cinque, tutte peculiari dei mari italiani.
Foca monaca mediterranea
Con meno di 700 esemplari viventi, questa specie costituisce un’emergenza ancora più grande di quella del panda. Questo mammifero pinnipede, presente fin dall’800 lungo tutte le coste italiane, si trova infatti in un grave rischio di estinzione.
Pinna nobilis
Comunemente noto come nacchera, questo mollusco del Mediterraneo può raggiungere il metro di lunghezza. Negli ultimi anni la sua sopravvivenza è minacciata dalla presenza di alcuni parassiti. Qualora ne si osservi un esemplare in mare è quindi fondamentale evitare di infastidirlo.
Patella ferruginea
I suoi esemplari si possono ormai trovare solo in luoghi rocciosi e poco frequentati, come alcuni tratti delle coste di Sardegna, Liguria e Calabria, oppure dell’Arcipelago Toscano. Questa patella, che con i suoi 10 centimetri è la più lunga del Mediterraneo, è infatti spesso vittima di raccolta indiscriminata. Il progetto RELIFE, avviato nel 2016, si è occupato della sua reintroduzione in Liguria e ora è alle prese con la riproduzione controllata.
Posidonia oceanica
Non si tratta di un’alga, ma di una pianta acquatica superiore con caratteristiche simili a quelle terrestri. Questa specie, appartenente alla famiglia delle Posidonacee, possiede foglie lunghe fino ad un metro, fiori e frutti. Piante di questo tipo costituiscono delle praterie sottomarine che oltre ad avere una grande importanza ecologica e di protezione dall’erosione, costituiscono l’habitat di molti organismi animali e vegetali.
Coralli bianchi profondi
Specie in pericolo si trovano anche a centinaia di metri di profondità. Coralli come la Lophelia pertusa e la Madrepora oculata costituiscono barriere profonde, importantissime per la biodiversità di pesci e invertebrati. Le barriere coralline, però, sono oggi minacciate da alcune azioni umane, come le attività di pesca sportiva.
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