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Animali, piante e habitat
EFFETTO CORONAVIRUS

Le persone devono stare in casa. E migliaia di tartarughe depongono le uova sulle spiagge dell’India

Le persone devono stare in casa. E migliaia di tartarughe depongono le uova sulle spiagge dell’India

Redazione Redazione 3 Apr 2020

Quanto tempo serve a Madre Natura per riprendersi gli spazi che le abbiamo sottratto con la nostra presenza e le nostre attività? Con il mondo degli umani in lockdown quasi completo a causa dell’emergenza Coronavirus, questo periodo può fornire più di qualche indicazione in merito.

Non passa giorno, infatti, senza che da qualche angolo del Pianeta giunga la notizia di avvistamenti di animali in luoghi inconsueti, dai delfini nei porti di Cagliari e Trieste al puma per le strade di Santiago del Cile, fino al pod di orche avvistato nel fiordo di Indian Arm, vicino a Vancouver.

L’assenza degli umani sembra quindi aver dato il via alla “ricolonizzazione” degli ambienti, anche quelli urbani, da parte della fauna selvatica.

Il santuario delle Olive Ridley

Uno degli episodi più spettacolari di questa tendenza delle ultime settimane potrebbe essere avvenuto sulle coste dello Stato indiano dell’Odisha, storico santuario della tartaruga Olive Ridley (Lepidochelys olivacea), nota anche come tartaruga bastarda olivacea, una specie che è stata inserita come vulnerabile nella lista rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

 

Ogni anno, da ottobre all’inizio dell’estate, i bassi fondali vicino alle foci dei numerosi fiumi della zona diventano il terreno di alimentazione ideale per migliaia di esemplari di questa specie.

Le tartarughe arrivano quindi in massa, si accoppiano e trovano grandi spiagge per deporre le loro uova. Si stima che le Olive Ripley che nascono nello stato dell’Odisha rappresentino circa il 50% della popolazione mondiale della specie.

Tuttavia negli ultimi anni molti fattori hanno avuto un impatto negativo sul loro numero: le frequenti “catture accidentali” nelle reti dei pescatori, i bracconieri, il disturbo dei turisti, la perdita di spiagge adatte alla nidificazione per far posto a piantagioni, la forte illuminazione intorno alle spiagge, la presenza di predatori come cani e sciacalli…

800.000 nidi in pochi giorni

Invece, negli ultimi dieci giorni di marzo, in concomitanza con il blocco imposto dal governo alle persone, le due spiagge più importanti per la nidificazione sono state letteralmente “invase” da centinaia di migliaia di femmine pronte a deporre le uova: 370.000 a Rushikulya Rookery e 420.000 a Gahirmatha beach.

Anche se per le autorità il fenomeno è complesso, legato a variabili ambientali come le condizioni delle maree, la direzione del vento e le fasi lunari e non è quindi imputabile al lockdown delle attività umane, non si può evitare di sottolineare come, dopo diversi anni, le tartarughe abbiano deposto le loro uova anche durante il giorno, dunque a ciclo continuo, non soltanto nelle ore notturne come erano solite fare in passato.

Spiagge blindate

In attesa di scoprire “scientificamente” se questa nidificazione di massa di Olive Ripley è indirettamente collegata alla pandemia di Coronavirus, le navi del Dipartimento forestale pattugliano la costa e impediscono ai pescherecci di avvicinarsi e di calare le reti, mentre le due spiagge sono completamente a disposizione delle tartarughe.

Non ci sono turisti nei paraggi, solo le guardie forestali e i ricercatori hanno l’autorizzazione per proteggere e monitorare i siti di nidificazione. Considerando che ogni tartaruga depone fino a 160 uova e che il periodo di incubazione è di 45 giorni, lo spettacolo naturale atteso per il mese di maggio sarà davvero indimenticabile.

Per quei pochi che potranno goderselo.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
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