Guarda la prima parte dell’escursione nel Parco Nazionale della Majella
Il Parco Nazionale della Majella, nel cuore dell’Abruzzo, comprende un massiccio aspro e impervio con più di 60 cime, la metà delle quali oltre i 2mila metri.
I fianchi di questi rilievi ospitano ambienti di quota rocciosi e dirupati, dominati dalla pietra calcarea che nel versante orientale del parco dà vita a profonde incisioni. Più in basso i versanti sono rivestiti da boschi di faggio dove, con una buona dose di fortuna, si può ancora incontrare qualche orso marsicano e il lupo.
Nel mare dei mughi
Dal punto di vista botanico, uno dei protagonisti della zona è il pino mugo (Pinus mugo) che colora di verde scuro i versanti più esposti e scoscesi.
Visto da lontano il pino mugo sembra un arbusto, ma è in realtà una conifera alta 2-3 metri, spesso sviluppata più in larghezza che in altezza.
Le vette della Majella, e in misura minore quelle del Parco Nazionale d’Abruzzo, sono le uniche in centro Italia a ospitare vaste distese di questa pianta, che è propria delle Alpi Orientali e delle Dolomiti, dove dà vita a formazioni compatte tra i 1.500 e i 2.000 metri di altitudine.
Arrampicandosi sui pendii più esposti, i mughi fanno da fascia di transizione tra il margine superiore delle foreste e le pietraie di quota. Con le loro radici contorte e l’intricata distesa di rami, rappresentano una cintura protettiva contro le frane e le slavine.

Le creste di roccia che emergono tra i pini mughi, sotto il rilievo del Blockhaus, nel Parco Nazionale della Majella, offrono una stupenda vista sulla valle dell’Orfento, che precipita mille metri più in basso. ©Francesco Tomasinelli
La fitta trama di rami, che impedisce l’accesso della foresta alle persone, è resistente al carico della neve e alla forte escursione termica che si incontra su queste vette.
Tra i rami dei mughi si possono osservare uccelli interessanti: il merlo dal collare, la passera scopaiola, il sordone e gruppi di colorati cardellini.
Nelle praterie di quota, invece, si può incontrare il piviere tortolino, uccello rigidamente protetto, che in Italia nidifica solo nel Parco Nazionale della Majella. Ecco, tra fauna e flora, le 5 specie da osservare durante la nostra escursione nel Parco Nazionale della Majella.
LE SPECIE DA OSSERVARE
Camoscio d’Abruzzo
Queste montagne sono fra le zone più indicate della Majella per vedere questo ungulato per niente timido. Sui versanti scoscesi dell’anfiteatro delle Murelle o sul pendio attorno al Monte Focalone, meglio la sera o al mattino presto, ma anche in pieno giorno.
Merlo dal collare
È grande quanto un classico merlo, ma si differenzia per la macchia a forma di mezzaluna bianca sul petto. Non molto comune, qui si può osservare più facilmente che in ogni altro posto in Centro Italia, spesso posato sulla cima di un pino mugo o di una roccia.
Androsace abruzzese
I suoi fiorellini bianchi con la fauce (il centro del fiore) gialla e rosa colorano le distese rocciose del monte Focalone. Si osserva facilmente a luglio. Questa androsace, rigidamente protetta, si trova solo su alcune vette dell’Abruzzo e in una stazione in Montenegro.
Arvicola delle nevi
Questo piccolo roditore confinato sulle vette delle nostre montagne dopo le ere glaciali, è più attivo al crepuscolo. Lungo il percorso, nel periodo estivo, un buon punto di osservazione è il bivacco Fusco, dove questi animali ricercano gli avanzi di cibo lasciati dagli alpinisti.
Viola di Eugenia
Violetta endemica dell’Appennino Centrale, fiorisce nei depositi di terra fra le rocce oltre i 1.500 metri. È facile osservarla in giugno e luglio tra la foresta di pino mugo e il bivacco Fusco, dove si incontra l’ancora più rara viola della Majella, priva delle striature blu sulla fauce gialla.
Scheda tecnica
Per chi
l’itinerario richiede un discreto allenamento.
Lunghezza
Circa 16 km per il percorso totale, che diventano 20 km se si passa dalla Vetta delle Murelle.
Durata
Circa 8 ore per l’escursione completa. È bene prevedere dal mattino presto fino a cena.
Dislivello
900 metri per l’anello più breve, circa 1.000 metri se si passa dalle Murelle.
Cartografia
Cartine dettagliate si trovano presso i centri visita del parco. Il sentiero è segnato, ma è meglio disporre di una mappa.
Periodo
Dalla primavera inoltrata all’inizio dell’autunno. Per i fiori il momento magico è fra la fine di giugno e luglio.
Equipaggiamento
Scarpe da trekking pesanti indispensabili. È utile un binocolo per osservare i camosci e gli uccelli in quota. Molto importanti anche una giacca a vento a protezione termica indipendentemente dalla stagione, perché il clima cambia rapidamente. Sul percorso non ci sono torrenti, ma è presente una fonte a metà strada, tra il Monte Cavallo e l’inizio della salita al Monte Focalone.
Informazioni
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