Oggi 12 febbraio, anniversario della nascita del naturalista padre della teoria dell’evoluzione, si celebra il Darwin Day. Si può affermare che Charles Darwin sia stato l’ispiratore della scienza della conservazione, perché con i suoi studi ha messo in discussione la visione antropocentrica del Pianeta.
Per questo il WWF celebra il Darwin Day parlando dell’imprescindibile ruolo della scienza nella conservazione del nostro patrimonio di biodiversità.
Per la giornata dedicata al padre della teoria dell’evoluzione, il WWF ha raccolto le storie di specie animali un tempo a rischio o vittime di pregiudizi e leggende, che grazie al progresso scientifico sono state rivalutate, protette e salvate.
Le specie vittime di pregiudizi

Una lupa. © G. Mancori/WWF
- Il lupo
Vittima di persecuzioni e caccia selvaggia, questa specie in Italia era giunta all’orlo dell’estinzione negli anni ’70. Poi, grazie al WWF, al Parco Nazionale d’Abruzzo e ai primi studi scientifici, l’immagine del lupo è stata riabilitata. La scienza, infatti, è riuscita a smentire molte delle credenze popolari che dipingevano il lupo come specie sanguinaria. Gli studi scientifici hanno dimostrato come il lupo fosse un predatore selvatico, capace certamente di predare bestiame domestico non custodito, ma con il quale i pastori potevano convivere grazie ad alcuni accorgimenti.

Il cervone (Elaphe quaturlineata), serpente non velenoso nell’Oasi WWF del Lago di Burano. © F. Cianchi/WWF
- Serpenti e pipistrelli
Le vipere per prime, ma anche natrici, biacchi, cervoni e le diverse specie di chirottero che vivono nel nostro Paese sono state nei secoli perseguitate e uccise perché considerate simbolo del male, vittime dell’ignoranza più che di reali responsabilità. Anche in questo caso il ruolo della scienza nella loro salvaguardia è stato fondamentale: ha mostrato il reale valore ecologico di questi animali.
I serpenti sono abili cacciatori di roditori e importanti tasselli degli ecosistemi dove vivono, mentre i pipistrelli sono fondamentali per il contenimento degli insetti.
Le specie salvate dall’estinzione

La lince iberica. © A. Liébana/WWF
- La lince iberica
È la specie di Felide più minacciata al mondo. Dagli inizi del secolo scorso la progressiva riduzione dei conigli selvatici, che costituiscono il 90% della dieta della lince, la persecuzione diretta dell’uomo e la distruzione e frammentazione del suo habitat hanno provocato una drastica contrazione della popolazione di lince nella penisola iberica. Dal 2006 è stata implementata la sua riproduzione in cattività e la successiva reintroduzione in porzioni del suo areale storico in Andalusia. Da allora i progetti di conservazione (realizzati in particolare dal WWF Spagna) sono proseguiti e la popolazione di lince continua a riconquistare i territori dai quali era scomparsa.

Rinoceronte bianco settentrionale. © M. Harvey/WWF
- Il rinoceronte bianco settentrionale
È estinto in natura nel 2008. Negli anni scorsi ne restavano in vita solamente due femmine in cattività. Ma nuove scoperte scientifiche hanno dato una nuova speranza a questa sottospecie. Per tentare di salvarla, sono state sviluppate tecnologie avanzate di riproduzione assistita: campioni di sperma sono stati prelevati e accuratamente conservati prima che gli ultimi esemplari maschi morissero. Dopo molti tentativi, nell’agosto del 2019 gli scienziati sono riusciti a fecondare in vitro gli ovuli dalle ultime due femmine sopravvissute, Najin e Fatu.
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