La Sardegna è sicuramente una delle regioni italiane più conosciute e rinomate per il turismo estivo. Le spiagge e le calette rocciose della Sardegna che fanno da cornice a un mare cristallino, ogni anno attirano turisti da tutto il mondo e creano un considerevole indotto economico.
Molte di queste mete sono raggiungibili solo via mare o attraverso sentieri più o meno impervi che in alcuni casi possono diventare veri e propri trekking, impegnativi anche per gli escursionisti esperti.
Importanti dislivelli, passaggi scoscesi e pietraie scivolose sono tutti elementi che fanno parte del paesaggio naturale.
La segnaletica non è sempre presente e i percorsi possono essere dei semplici camminamenti, tenuti aperti solo dal continuo calpestio dei visitatori. La materia diventa ancora più complessa quando all’asprezza del territorio si unisce la giungla legislativa che intreccia competenze e oneri di gestione a volte difficilmente decifrabili.
Molto spesso è proprio l’aspetto selvaggio di queste coste incontaminate ad attrarre i visitatori, ma l’entusiasmo non deve mai far perdere di vista le elementari norme di sicurezza.
Ecco un breve vademecum dei comportamenti da adottare
- Informarsi sui luoghi. Contattare gli uffici turistici locali, consultare siti o pubblicazioni dedicate agli itinerari da intraprendere e raccogliere il maggior numero possibile di informazioni circa le difficoltà dei tracciati, la lunghezza e i dislivelli da affrontare.
- Attrezzarsi per l’occasione. Andare al mare non significa necessaiamente scendere dall’auto e indossare un paio di infradito. Molto spesso si renderanno necessarie scarpe da trekking alte sulla caviglia, o comunque scarpe chiuse, uno zaino per il trasporto di oggetti personali (asciugamano, cibo e acqua…) in modo da avere sempre le mani libere in caso di caduta o scivolata. Valutare molto attentamente le scorte d’acqua e cercare di tenere sempre da parte una riserva. Le temperature estive, il bagno in acqua salata e l’attività fisica possono accelerare molto il processo di disidratazione.
- Contattare una guida ambientale escursionistica o un professionista del settore in grado di fornire informazioni dettagliate o eventualmente organizzare l’accompagnamento del gruppo.
- Capacità di autoanalisi. Valutare molto attentamente le proprie capacità in relazione all’attività prevista permetterà di decidere se e come affrontare l’escursione. Se la sicurezza non sarà garantita sarà sempre meglio cambiare meta e scegliere una delle migliaia di spiagge più accessibili. Difficilmente si rimarrà delusi.
Va precisato che quanto scritto non mette totalmente al sicuro dai possibili rischi legati all’attività outdoor, permette però di ridurli considerevolmente e limitare i danni in caso di infortuni.
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