• Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
La Rivista della Natura
  • Ogni giorno notizie su Uomo, Ambiente e Pianeta

  • Abbonamenti
  • Autori
  • Pubblicità
  • vai
La Rivista della Natura
  • vai
  • Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
condividi twitta WhatsApp
stai leggendo Le torce del Paleolitico per illuminare il buio delle caverne
Prima pagina
Scienza
RAMETTI DI PINO

Le torce del Paleolitico per illuminare il buio delle caverne

Così gli uomini potevano ottenere una luce sufficiente per muoversi in sicurezza nei cunicoli, limitando al tempo stesso il consumo di ossigeno

Le torce del Paleolitico per illuminare il buio delle caverne
Ricostruzione di un gruppo di umani del Paleolitico in caverna. © D. Arobba, E. Starnini / UNIPI

Redazione Redazione 2 giorni fa

Nel Paleolitico, 14 mila anni fa, i gruppi umani dovevano farsi strada nel buio delle caverne che usavano come rifugio. Come facevano a illuminarle?

Uno studio internazionale, a cui ha partecipato Elisbetta Starnini, docente di Preistoria e Protostoria del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, ha ricostruito i sistemi di illuminazione usati nella Grotta della Bàsura di Toirano in Liguria.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Quaternary International, integrato da test di archeologia sperimentale, ha rivelato che la soluzione adottata erano piccoli rami di pino, accesi singolarmente o raccolti in fasci.

La ricerca ha analizzato resti archeobotanici, pollini, frammenti carbonizzati e tracce lasciate sul pavimento e sulle pareti della Grotta della Bàsura, uno dei siti più importanti del Paleolitico europeo, che conserva impronte umane fossilizzate, tracce di frequentazione animale e segni lasciati sulle pareti da piccoli gruppi umani accompagnati da un canide.

torce del Paleolitico

Ramoscelli di legno utilizzati per il test di archeologia sperimentale di illuminazione nella caverna di Santa Lucia Inferiore, costituiti da singoli pezzetti di Pinus sylvestris. © D. Arobba / UNIPI

Un test di archeologia sperimentale

Lo studio ha permesso di identificare nei frammenti carbonizzati resti di rami di pino di piccolo diametro, inferiore ai 2-3 centimetri, utilizzati come fonte luminosa.

All’analisi si è aggiunta un test di archeologia sperimentale condotto in una grotta vicina, scelta per evitare contaminazioni del sito archeologico. Ricercatrici e ricercatori hanno così verificato sul campo che questi rametti potevano in effetti garantire una luce sufficiente per muoversi in sicurezza nei cunicoli sotterranei, limitando al tempo stesso il consumo di ossigeno e l’abbagliamento provocato da fiamme più grandi.

Secondo le stime, per percorrere l’intero tragitto nella grotta sarebbero stati necessari circa venti “torce” lunghe 30 centimetri.

Lo studio ha inoltre fornito nuove informazioni sul paesaggio dell’epoca: le analisi polliniche hanno indicato che l’area intorno alla grotta era caratterizzata da boschi radi di pino alternati a steppe erbacee tipiche di ambienti freddi e aridi.

SOLO IN ABBONAMENTO

LA RIVISTA DELLA NATURA, il trimestrale su carta. Richiedi il nuovo numero.

«Questa ricerca ci consente di ricostruire in modo molto concreto le strategie adottate dai gruppi umani del Paleolitico per affrontare ambienti estremi come le grotte profonde. Le tracce archeologiche, integrate con l’archeologia sperimentale, mostrano una straordinaria capacità di adattamento e di gestione delle risorse naturali disponibili» spiega Elisabetta Starnini.

 

La ricerca “Archaeobotanical investigations and experimental activity performed at Bàsura Cave (Toirano, NW Italy) reveal clues on Epigravettian cave lighting systems”, pubblicata su Quaternary International, è frutto della collaborazione tra Università di Pisa, il Laboratorio di Archeobotanica del Museo Archeologico del Finale, Servizio Grotte del Comune di Toirano, Università di Genova, Università di Torino, Sapienza Università di Roma, MUSE di Trento e altri enti italiani e internazionali.

 

Bene, sei arrivato fino alle fine: significa che ami la Natura, proprio come noi.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com
  • argomenti
  • preistoria

Potrebbe interessarti:

Il leone delle caverne in Italia è più antico di quanto si pensasse

Il leone delle caverne in Italia è più antico di quanto si pensasse

L'ultimo leone delle caverne d'Europa

L'ultimo leone delle caverne d'Europa

Il dente da latte del cacciatore di marmotte nel Paleolitico

Il dente da latte del cacciatore di marmotte nel Paleolitico

  • vai
La Rivista della Natura
Sezioni
  • Natura
  • Uomo e pianeta
  • Scienza
  • Cultura
  • Eco Lifestyle
  • Viaggi e outdoor
  • Fotografia
  • Natura TV
  • Autori
Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Publiredazionali
  • Abbonamenti
  • Diventa autore
Seguici
  • Facebook
  • Youtube
  • Vimeo
  • Instagram

© 2014 – 2026 Edinat - Edizioni di Natura - Milano · P.I./C.F. 02938530132

  • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}