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Viaggi e outdoor
Italia
Liguria: primavera in bicicletta

Attraversando il Parco del Beigua.

Attraversando il Parco del Beigua.

Cesare De Ambrosis Cesare De Ambrosis 30 Gen 2015

Come il ciclista, ai primi accenni di primavera, è pronto a risalire in sella, così la bella Regione Liguria, leccatesi le ferite causate dalle torrenziali piogge autunnali, è pronta ad accoglierlo con il suo clima più tiepido. C’è un modo per anticipare la primavera anche alle nostre latitudini: salire in bicicletta e andarla a cercare! Ad esempio con questo impegnativo itinerario di 84 chilometri tra le Province di Genova e Savona. Si scala il Passo del Faiallo e, attraversando il Parco del Beigua, si raggiunge la cima del monte omonimo per poi scendere a Varazze.

Sulle rive del Mar Ligure, come per incanto, è facile trovare temperature oltre i 20 gradi anche in inverno. Anzi, raccomando di intraprendere questo percorso fuori stagione, magari mentre soffia il caldo vento di favonio: le cime dell’Appennino saranno un formidabile riparo, l’aria tersa permetterà di vedere molto lontano, il caldo del sole farà dimenticare le nebbie della pianura e, soprattutto, sarà meraviglioso percorrere l’Aurelia tra Varazze e Voltri con pochissimo traffico.

Come arrivare.
Imboccare l’Autostrada A 26, percorrerla in direzione Sud e uscire a Masone. Quindi, proseguire sulla SS 456 per raggiungere il Passo del Turchino.

Itinerario.
Passo del Turchino, Passo del Faiallo, Vara Superiore, Vara Inferiore, Urbe, Piampaludo, Rifugio Pra Riondo, Cima Monte Beigua, Sordi, Alpicella, Pero, Varazze, Cogoleto, Arenzano, Voltri, Mele, Roverazza, Fado, Passo del Turchino.

Punti d’interesse.
Uscendo dalla galleria del Passo del Turchino, giriamo a sx e parcheggiamo nel piazzale di fronte al Ristorante “Da Mario”. Per raggiungere il Passo del Faiallo ci aspettano 7 km di morbida salita. Partiamo tra boschi di castagni e pini d’Aleppo. Continuiamo lungo una nuda costa di poco sotto la cresta della montagna, con ampia vista a Sud sul Mar Ligure e brevi affacci a Nord sulla Pianura Padana. Siamo sotto i 1000 m. slm, ma l’ampiezza del panorama e l’assenza d’alberi ad alto fusto, ci fanno sognare di essere sul tetto del mondo! Superato il valico a 1044 m. slm, ci aspetta una dolce discesa tra faggi e castagni, fino a raggiungere l’abitato di San Pietro d’Olba, frazione di Urbe.

Appena varcato il ponte sull’Orba, giriamo a sx per Piampaludo. Prima dell’ abitato la strada è molto accidentata e la salita molto ripida, i castagni sono i silenziosi testimoni dei nostri sforzi. Superato Piampaludo la situazione migliora: continuiamo l’ascensione, ma più facilmente, tra le faggete che ricoprono le pendici dei monti nel Parco Regionale del Beigua. La cima è a 1278 m. slm. La vista sulla costa ligure è imponente, ma ancora più impressionanti sono le numerosissime antenne che svettano ovunque. Speriamo almeno che siano utili! Ripartiamo in discesa, e che discesa: quasi 20 km per raggiungere Varazze e la riva del mare! Ci dirigiamo, percorrendo l’Aurelia, verso Genova.

Per un vecchio milanese quale io sono, la costa, fuori stagione, è una pacchia: mare calmo e limpido, illuminato da un caldo sole, traffico scarso, in spiaggia pochi irriducibili della tintarella e tanti baretti accoglienti e deserti affacciati sul mare! Passato Cogoleto, prima di Arenzano, lasciamo l’Aurelia, per percorrere la passeggiata a mare. L’incanto termina tra i casermoni di Voltri: qui bisogna stare molto attenti per individuare, sulla nostra sx, la SS 456 del Turchino.

Per chiudere il giro, senza correre, dobbiamo affrontare un’altra ora di salita: pendenza costante ma strada piuttosto noiosa, incassata in una vallata senza vista. Attraversati i paesi di Mele, Roverazza e Fado intravediamo l’imbocco della galleria del Turchino e, quindi, l’auto che ci riporterà a casa.

 

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com

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