Durante il lungo inverno artico la vita non è certo facile, le temperature sono bassissime e il mare è costantemente ricoperto dal ghiaccio che non lascia passare la poca luce disponibile.
I vari organismi che vivono in quelle zone si sono evoluti sotto questa incredibile pressione stagionale. Alcuni, quelli più grandi, hanno la possibilità di muoversi liberamente (o quasi) per centinaia di chilometri, mentre altri restano nelle acque artiche, spesso al di sotto dello strato di ghiaccio.
Quest’ultimo è il caso dello zooplancton, micro-invertebrati con un ruolo fondamentale nell’ecologia del mare artico.
In un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Current Biology, alcuni ricercatori hanno studiato i movimenti verticali dello zooplancton, scoprendo che sono strettamente correlati ai moti lunari.
Lo zooplancton durante l’inverno polare infatti sembra rifuggire la luce lunare e le attività giornaliere di questi organismi non seguono 24 ore del ciclo solare, ma le 24,8 ore del ciclo lunare.
Inoltre, periodicamente il plancton compie una migrazione di massa verticale, dalla superficie fino a una profondità di circa 50 metri. Questo avviene ogni 29,5 giorni, con la luna piena.
La spiegazione che gli scienziati danno è che queste migrazioni verticali avvengano per sfuggire ai predatori (anch’essi micro-crostacei), che preferiscono avere un po’ di luce per andare a caccia.
Un fatto che dà forza alla scoperta è che questo comportamento è stato riscontrato in tutti gli ambienti marini, dai fiordi alle zone di piattaforma (la porzione di mare che appartiene al continente) fino al mare aperto.
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