La FAO continua la lotta contro le locuste del deserto e il loro impatto sulla sicurezza alimentare, l’Unione Europea contribuisce con 15 milioni di euro.
Lo scorso 7 luglio, il Direttore Generale della FAO, Qu Dongyn, ha accolto un contributo di 15 milioni di euro da parte dell’U.E. Per combattere contro nuovi sciami di locuste che minacciano la sicurezza alimentare in Africa orientale, Yemen e Asia sudoccidentale.
11 milioni erano già stati versati dall’UE a febbraio 2020; da gennaio, infatti, la FAO ha debellato alcuni miliardi di locuste nel Corno d’Africa e nello Yemen, salvando raccolti sufficienti a sfamare circa 7 milioni di persone.
Le intense piogge primaverili, però, hanno favorito la riproduzione di nuovi esemplari e nuovi sciami hanno colpito l’Etiopia, il Kenya, la Somalia, il Sudan, il Sud Sudan e lo Yemen, ma la preoccupazione di una possibile migrazione coinvolge anche l’India, il Pakistan e l’Africa occidentale.
La più grande invasione di locuste degli ultimi decenni
La Commissione europea ha dichiarato di aver destinato dei fondi all’ONU per far fronte alla più grande invasione di locuste del deserto degli ultimi decenni. Il denaro è stato erogato attraverso la Direzione generale della Cooperazione internazionale e dello sviluppo dell’Unione europea.
«Voglio ringraziare l’Unione Europea per il suo generoso contributo e per il suo supporto continuo – dichiara Qu –. La lotta contro le locuste del deserto è lunga e lontano dall’essere conclusa. Il sostegno continuo è fondamentale se vogliamo contenere la minaccia rappresentata da questi organismi nocivi».
«I nostri amici e alleati nel Corno d’Africa hanno vissuto le conseguenze catastrofiche di questa epidemia di locuste del deserto sui mezzi di sussistenza e sulla sicurezza alimentare – ha detto Jutta Urpilainen, Commissario europeo ai Partenariati internazionali –, una situazione aggravata dalla pandemia da coronavirus che ha reso gli interventi più difficili».
I danni delle locuste
Secondo il Rapporto mondiale sulle crisi alimentari, infatti, nel 2020 già prima dell’emergenza locuste 25 milioni di persone nell’Africa orientale e 17 nello Yemen fronteggiavano gravi situazioni di fame. La pandemia da COVID-19 e la presenza di questi insetti nocivi ha aggravato una situazione già critica.
«Non possiamo vacillare nella nostra lotta contro le locuste- sostiene Qu- La situazione della sicurezza alimentare è già terribile per milioni di persone».
Le locuste del deserto costituiscono la specie migratoria più distruttiva al mondo, uno sciame che copre un chilometro quadrato può divorare la stessa quantità di cibo giornaliera di 35.000 persone.
L’impegno della FAO
La FAO, insieme ai governi degli Stati colpiti, sta provvedendo al coordinamento attraverso consigli tecnici, approvvigionamenti e azioni mirate, come la fornitura di pacchetti agricoli ai coltivatori colpiti, cure veterinarie e denaro per le famiglie rimaste prive di raccolto.
Diversi contributi sono stati versati anche da Canada, Cina, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Federazione russa, Arabia Saudita, Svezia, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti d’America, Emirati arabi uniti, Fondo Fiduciario di Solidarietà per l’Africa, Banca africana di sviluppo, Fondazione Bill e Melinda Gates, Fondazione Louis Dreyfus, Fondazione Mastercard, Fondo Centrale d’Intervento per le Emergenze delle Nazioni Unite (CERF), Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari e Banca Mondiale.
L’aiuto della FAO, impegnata in questa missione da quasi 50 anni, è recentemente aumentato a 311,6 milioni di dollari. Il denaro fino ad ora ricevuto o destinato alla causa è di 178.9 milioni.
L’intervento dell’Onu è fondamentale per far fronte a questa emergenza. La radicata presenza sul territorio, l’abilità di gestione e Il Servizio di informazione sulle locuste, operativo da mezzo secolo, rendono l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura fondamentale per sopperire a questa problematica.
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