La 14a edizione degli Stati Generali della Green Economy si è svolta al Rimini Expo Centre durante Ecomondo, l’evento internazionale leader nei settori della green and circular economy. Istituzioni, imprese ed esperti si sono riuniti e confrontati per discutere strategie, prospettive e politiche volte a guidare la transizione ecologica nel nuovo complesso contesto globale.
Organizzati dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy formato da 66 organizzazioni di imprese.
La sessione plenaria di apertura ha visto la presentazione della Relazione sullo Stato della Green Economy 2025 a cura di Edo Ronchi, Presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile.
Le tematiche strategiche della Green Economy in Italia
Emissioni di gas serra e crisi climatica
La Relazione sullo Stato della Green Economy 2025 analizza nel dettaglio lo stato di salute della green economy in Italia nelle diverse aree strategiche.
Per quanto riguarda i gas serra, dal 1990 in Italia le emissioni si sono ridotte complessivamente del 28%. Questo risultato, però, è stato raggiunto in 34 anni e questo rende l’idea di quanto sia ardua la sfida di tagliare almeno un altro 15% da oggi al 2030. Se il 2023 era stato un anno record per il taglio delle emissioni con 28 milioni di tonnellate di gas serra in meno rispetto all’anno precedente, il 2024 purtroppo non ha confermato questo trend e si è chiuso con un taglio inferiore.
Analizzando lo stato di avanzamento della crisi climatica, considerando che l’Italia si trova al centro dell’hot-spot climatico rappresentato dal bacino del Mediterraneo ed è particolarmente esposta agli effetti del riscaldamento globale, nel nostro Paese l’aumento delle temperature medie corre a circa il doppio della velocità della media mondiale.
Risparmio ed efficienza energetica
L’Enea ha prodotto una prima analisi dettagliata sui dati preliminari del 2024 per quanto riguarda i consumi di energia primaria in l’Italia. Emerge che i consumi primari di energia si sono ridotti solo lievemente a fronte di una altrettanto modesta crescita del PIL. Queste stime confermano come le pur notevoli riduzioni dell’intensità energetica dell’economia del biennio 2022-2023 siano avvenute per cause soprattutto congiunturali (meteo, contingenze economiche…) e in misura solo molto parziale da cambiamenti strutturali.
A trainare il trend sui consumi primari di energia sono state le rinnovabili (+10% rispetto al 2023), soprattutto grazie alla ripresa dell’idroelettrico e alla spinta del fotovoltaico, che ha compensato il calo dell’eolico. Anche il petrolio e il gas hanno registrato dei lievi aumenti (rispettivamente +1,2% e +1%), mentre il carbone registra nel 2024 l’ennesimo crollo. Nel complesso il nostro Paese si conferma abbastanza parsimonioso, con consumi energetici in genere più contenuti di altre grandi economie europee.
(continua…)
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