In un mare di notizie scoraggianti sulla salute degli oceani, un nuovo studio di riferimento offre un raro barlume di speranza, ma anche un severo monito. La ricerca, una delle analisi più complete mai condotte sugli squali e sui grandi predatori nell’oceano Pacifico tropicale orientale (ETP), ha rivelato che le aree marine protette (AMP) remote e ben gestite sono diventate rifugi critici, ospitando alcune delle più grandi popolazioni di squali a livello globale.
Lo studio, pubblicato a novembre 2025 sulla rivista scientifica Nature Ecology & Evolution, condotto da un consorzio internazionale di scienziati marini, ha messo in luce l’enorme differenza tra le AMP costiere e quelle d’alto mare. Le aree costiere mostrano segni di un grave depauperamento della fauna ittica, in particolare degli squali, a causa probabilmente della pressione della pesca locale e di altri stress antropici.
Le isole santuario come ultima spiaggia
Al contrario, le AMP insulari remote, spesso designate e protette per la loro biodiversità unica, si distinguono per l’abbondanza di predatori. Queste aree includono le isole Galápagos (Ecuador), Malpelo (Colombia), Clipperton (Francia) e Revillagigedo (Messico). Tali santuari ospitano un numero eccezionalmente elevato di squali, tra cui l’elusivo e carismatico squalo martello smerlato (Sphyrna lewini), che è classificato come in grave pericolo di estinzione dall’IUCN.
Galápagos e Malpelo, in particolare, sono note per essere aggregazioni di schooling (banchi) di migliaia di squali martello, un fenomeno sempre più raro altrove. Queste aggregazioni non sono solo sconvolgenti visivamente, ma sono vitali per la riproduzione e la socializzazione della specie.
Oltre al martello smerlato, le AMP proteggono popolazioni significative di squalo balena (il pesce più grande del mondo), squali delle Galápagos (Carcharhinus galapagensis) e squali seta (Carcharhinus falciformis), che sono anch’essi sotto pressione di pesca in acque non protette.
Il corridoio marino: un’autostrada per gli squali
Il successo delle aree protette insulari come Galápagos e Malpelo è esaltato dalla creazione di corridoi di migrazione protetti. Un esempio lampante è il Corridoio Marino del Pacifico Orientale Tropicale (CMAR), che include la recente espansione del corridoio MigraVía tra le Galápagos e Malpelo.
I dati di tagging (marcatura) hanno dimostrato che molti di questi squali martello, oltre a tartarughe marine e mante giganti, non rimangono confinati nelle acque di un singolo paese, ma migrano regolarmente tra i due santuari. Questo corridoio funge da “autostrada sicura”, proteggendo gli animali durante le loro rotte essenziali e garantendo che gli sforzi di conservazione di una nazione si riversino a beneficio dell’intera regione. L’efficacia di queste AMP, dunque, non risiede solo nella loro ricchezza biologica intrinseca, ma anche nella loro connettività ecologica.
«I nostri risultati evidenziano il successo delle AMP insulari come Galápagos e Malpelo. sono veri e propri hotspot di squali che agiscono come fonti essenziali di individui per le popolazioni più vaste dell’ETP» afferma la dott.ssa Elena Rossi, co-autrice principale dello studio. «Queste aree non sono solo “riserve”, sono cruciali per la resilienza dell’intera regione».
Un contributo globale alla conservazione
La densità di squali segnalata in queste aree remote è tra le più alte registrate a livello mondiale, confermando il ruolo vitale dell’ETP nel sostenere queste specie in rapido declino a livello globale. L’abbondanza di questi predatori all’apice della catena alimentare è un indicatore cruciale della salute dell’ecosistema oceanico nel suo complesso. La loro presenza aiuta a mantenere l’equilibrio della catena alimentare e la vitalità delle barriere coralline e degli altri habitat marini.
Tuttavia, il successo di queste AMP remote contrasta chiaramente con il declino osservato nelle zone costiere. Questo suggerisce che la semplice designazione di un’area come “protetta” non è sufficiente; è fondamentale una gestione efficace, una vigilanza costante e un coinvolgimento delle comunità locali per la riuscita della conservazione.
Lo studio è un invito urgente all’azione per i governi di Ecuador, Colombia, Francia e Messico, che condividono la responsabilità di questi tesori oceanici. I ricercatori sperano che i dati spingano a rafforzare i protocolli di applicazione della legge all’interno delle AMP esistenti, ad espandere strategicamente la rete di aree protette nell’ETP e ad implementare misure di gestione della pesca più rigorose nelle acque adiacenti e nelle aree costiere.
La sopravvivenza di specie iconiche come lo squalo martello smerlato potrebbe dipendere interamente dalla nostra capacità di proteggere e sostenere questi santuari d’alto mare. L’oceano ha risposto positivamente alla protezione, ma la lotta per la vita marina è tutt’altro che finita.
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