Si chiama Lanario (Falco biarmicus) ed è un falco di medie dimensioni che negli ultimi anni ha attirato su di sè l’attenzione della scienza. Molto simile al falco pellegrino, con il quale condivide le grandi velocità in picchiata, ha, con le sue diverse sottospecie tanypterus, erlangeri, abyssinicus e biarmicus, un’ampia distribuzione in Africa e Medio oriente, mentre a livello europeo – e solo nei settori meridionali e in piccole aree del Caucaso – è presente la rara sottospecie Falco biarmicus feldeggii.
L’Italia gioca un ruolo fondamentale nella sua conservazione visto che ospita l’85% dell’intera popolazione riproduttiva del continente ma con una distribuzione discontinua e frammentaria e con maggiore concentrazione in Sicilia. Purtroppo, negli ultimi decenni quelle che erano le storiche roccaforti italiane della sottospecie feldeggii hanno registrato consistenti cali nelle popolazioni nidificati. Per questo nel 2020 è stato avviato il Progetto Life Lanner (18NAT/IT/000720) che fino al 2025 si occuperà di allevare in cattività e di rilasciare in natura giovani esemplari di Falco biarmicus feldeggii per incrementare la piccola popolazione che sembra essere ancora presente in centro Italia e scongiurarne così l’estinzione.
Un’entità separata dalle altre sottospecie
Recentemente, lo staff del Progetto ha effettuato delle indagini genetiche rivelando, in un articolo pubblicato sulla rivista internazionale Plos One, la notevole diversità genetica della sottospecie feldeggii. Le nuove sequenze sono state depositate nel database pubblico internazionale GenBank per la consultazione da parte della comunità scientifica mondiale.
Nello studio, coordinato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana, è stata esaminata la variabilità genetica di 115 esemplari appartenenti a tre sottospecie di Lanario presenti nel Mediterraneo. I risultati ottenuti hanno dimostrato che Falco biarmicus feldeggii – elencato nell’Allegato I della direttiva europea “Uccelli”, e dunque particolarmente protetto – è un’entità separata dalle altre sottospecie aggiungendo un motivo in più perché gli vengano dedicate massima attenzione scientifica e una politica di conservazione particolare.

La sottospecie feldeggii del falco lanario, distribuita in Italia e nella penisola balcanica, presenta forti differenze genetiche rispetto alle altre sottospecie di lanario.
Cosa minaccia il lanario
Il rapido declino a cui il Lanario sta andando incontro, che gli è valso lo status “vulnerabile”, è da attribuire alle interferenze antropogeniche. Le modificazioni degli habitat giocano un ruolo di primo piano. Questa specie, infatti, predilige ambienti aperti, campi incolti, zone semi desertiche e pareti rocciose dove nidificare. Il prelievo delle uova e dei pulli dai nidi, gli abbattimenti e il disturbo delle attività outdoor in prossimità dei siti di nidificazioni sono altri fattori rilevanti.
Secondo il monitoraggio eseguito nel 2023 nell’ambito del progetto LifeLanner nelle 13 regioni che ospitavano storicamente Falco biarmicus feldeggii sono risultate soltanto 24 coppie nidificanti.

Uno dei lanari del Progetto Life Lanner dotato di trasmettitore GPS per monitorarne gli spostamenti.
Gli attori del progetto
Il progetto LIFE18 NAT/IT/000720 LIFE LANNER è coordinato dall’Ente Monti Cimini – Riserva Naturale Lago di Vico. Patrocinato dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e cofinanziato dalla Commissione Europea tramite il programma LIFE NATURA. Vede coinvolti anche Regione Lazio, Direzione Regionale Ambiente, Provincia di Viterbo, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, E-Distribuzione, Associazione Ornis Italica, Associazione Birdlife Malta.

Alcuni giovani esemplari di lanari allevati in cattività nell’ambito del progetto Life Lanner.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com




