Nei film e nei documentari, soprattutto se girati nelle americhe, capita spesso di notare dei lupi completamente neri. E allora sorge spontaneo domandarsi se questi animali sono davvero selvatici o non siano piuttosto degli ibridi nati da incroci con i cani.
Di solito il colore nero è in effetti un carattere predittivo di ibridazione, ma non derimente: esistono infatti purissimi lupi neri (melanici) sia in Italia, sia nel mondo. Ricordiamo che il cane (Canis lupus familiaris) con l’avvento dell’addomesticamento si è distinto dal lupo, di cui è considerato una sottospecie o, dalla maggior parte degli autori, una forma neotenica. Tuttavia nei millenni molti cani sono ritornati allo stato selvaggio, accoppiandosi nuovamente con i lupi e lasciano un segno nel pool genetico del loro progenitore selvatico.
Ecco allora che se cane ha in sé del DNA di lupo, circa il 60% dei genomi del lupo euroasiatico trasporta piccoli blocchi di DNA canino. Si tratta di una cosiddetta introgressione arcaica, dovuta al gene CPD103 che determina il colore nero del mantello e risalente a circa 7.250 anni fa, quando traversando lo stretto di Bering alcuni uomini portarono con sé dei cani. Tanto che questi lupi melanici (come il melanismo è presente in altri Canidi) ai test del DNA spesso non presentano alcuna evidenza di ibridazione, ovvero sono a tutti gli effetti lupi selvaggi.
Ricercatori dell’Università di Lincon hanno scoperto che alcuni lupi che erano stati identificati come “lupi puri” in base alle loro caratteristiche fisiche, alle analisi genetiche risultavano essere di discendenza mista. D’altra parte, due lupi italiani con un insolito colore del mantello nero non mostravano alcuna traccia genetica dell’ibridazione, tranne che per il trasporto di una variante derivata dal cane di un gene legato alla colorazione scura. Ciò suggerisce che la definizione di lupi geneticamente “puri” può essere ambigua e identificare gli individui ammessi può essere difficile, implicando che le strategie di gestione per mantenere pure le popolazioni lupine basate sulla rimozione di ibridi sospetti, sono complesse e possono rivelarsi anche inefficienti.
Chi, infine, vuole approfondire il discorso collegato alla singola mutazione del gene che sovrintende la produzione di B Defensina, che è appunto responsabile del manto nero, può leggere esaustivo articolo di Antonio Iannibelli su Italian Wild Wolf.
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