La creatività dell’uomo si ispira spesso agli animali e la meccanica e l’ingegneria moderna non fanno eccezioni, con due famosi casi relativamente recenti.
In Giappone uno dei maggiori orgogli dell’ingegneria nazionale sono i treni delle linee ad alta velocità Shinkansen, denominati dangan ressha (“treni proiettile” che raggiungono i 320 km/h), costruiti a partire già dal 1959 con la prima tratta tra Tokio e Osaka. La storia di questi treni conobbe alcune inaspettate difficoltà risolte proprio grazie all’ispirazione con il mondo degli uccelli.
Infatti, trent’anni fa, quando i primi esemplari di questi potenti treni entravano in un tunnel, spingevano davanti a sé una massa d’aria compressa che, al momento di uscire dal passaggio, produceva un rumore assordante: un vero e proprio boato che ricordava proprio lo sparo di un proiettile o meglio di un cannone. Un rumore fastidioso sia per i passeggeri, sia per gli abitanti che vivevano nei pressi delle gallerie.
Un team di ingegneri trovò la risposta nella natura e in particolare nel mondo alato. Si ispirò al martin pescatore, con la sua forma aerodinamica e il volo rapidissimo come un piccolo missile, affiancata alla capacità di tuffarsi in verticale sull’acqua quasi senza sollevare spruzzi.
Ecco dunque che il design del treno ad alta velocità cambiò: le estremità furono modellate imitando la forma del becco del martin pescatore e creando una linea elegante e funzionale.
Il risultato fu straordinario: il rumore fastidioso sparì e la velocità del treno migliorò ulteriormente. Il treno, una volta fonte di disturbo, diventò così un simbolo di armonia tra tecnologia e natura.
Il secondo esempio viene dagli Stati Uniti e riguarda il modernissimo caccia-bombardiere “invisibile” Stealth B2 Spirit, la cui particolarissima forma irregolare e la vernice anti riflesso per evitarne l’individuazione durante il giorno ne rendono difficilissima l’intercettazione con i radar attuali.
Ebbene, il suo profilo è chiaramente ispirato a quello del falco pellegrino, la cui forma aerodinamica consente di raggiungere, in picchiata, delle punte di velocità tra le più elevate del mondo animale, con valori che superano i 340 km/h.
Un predatore alato che ha ispirato un altro superpredatore, questa volta tecnologico.
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