C’è un killer silenzioso in città. Si tratta del biossido di azoto (NO2), inquinante emesso dai mezzi di trasporto che affollano le strade e – in particolar modo – dai motori diesel.
Secondo le più recenti stime, ogni anno l’esposizione al biossido di azoto provoca 75.000 morti premature solamente in Europa. L’Italia è il Paese più colpito, con oltre 17.000 casi e una incidenza sulla popolazione doppia rispetto ai valori medi europei. Tra le fasce della popolazione più colpite ci sono i bambini e le donne in gravidanza; al biossido di azoto si imputano nascite premature, disturbi in gravidanza, asma e altre patologie respiratorie. Ma non solo: secondo alcuni studi, il biossido di azoto sarebbe anche responsabile di deficit nello sviluppo cognitivo e ritardi nelle performance intellettive dei più piccoli.
Quali sono le città più inquinate
Greenpeace, nelle scorse settimane, ha effettuato alcune rilevazioni nelle principali città italiane. Le più inquinate sono risultate essere Roma, Milano, Torino e Palermo.
La normativa del 2010 che regola i limiti di concentrazione del biossido di azoto nell’aria fissa un tetto medio annuo di 40 µg/m3. Le analisi hanno però rilevato che in questi capoluoghi la soglia di 50 µg/m3 è spesso sforata, con l’eccezione di Palermo che resta di poco al di sotto di questo valore.
Città del futuro libere da NO2
Secondo Greenpeace, sono proprio le vittime dell’inquinamento a poter porre fine a questo ciclo vizioso. «I cittadini, inclusi gli automobilisti, subiscono gli effetti dell’inquinamento e sono gli unici a poterlo fermare – ha spiegato l’associazione ambientalista – e questo cambiando le proprie abitudini e pretendendo alternative sostenibili ed efficienti all’uso delle macchine più inquinanti».
Da questa rivoluzione nasceranno anche le città del futuro, non più dominate dalle vetture ma studiate a misura d’uomo.
Secondo Greenpeace, infatti, solo promuovendo nuovi spazi per una migliore qualità della vita e incentivando il car sharing si potrà abbattere significativamente le concentrazioni di NO2.
Stop ai diesel entro il 2021
La data è quella del 2021. Entro l’inizio del prossimo decennio Greenpeace auspica che la circolazione dei motori diesel possa essere fermata e per questo ha anche lanciato una petizione. «Intanto, ai sindaci di Roma, Milano, Torino e Palermo chiediamo misure immediate di limitazione progressiva della circolazione per i veicoli con motori diesel», ha concluso l’associazione.
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