Gli additivi alimentari sono sostanze che vengono aggiunte intenzionalmente agli alimenti con uno scopo preciso, come migliorare la conservazione, il gusto, l’aspetto o la stabilità del prodotto. Prima di essere autorizzati all’uso, sono sottoposti a una rigorosa valutazione di sicurezza da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e successivamente approvati dalla Commissione Europea.
Per il quinto anno consecutivo, l’EFSA e il Ministero della Salute hanno lanciato la campagna di comunicazione “Safe2Eat” con l’obiettivo di far crescere la fiducia dei consumatori nella sicurezza alimentare nell’ambito dell’UE, informando e sensibilizzando i cittadini italiani, per promuovere la capacità di prendere decisioni informate relative alle scelte alimentari di ogni giorno aumentando la consapevolezza su ciò che avviene nelle fasi di preparazione e conservazione dei cibi.
Cosa sono gli additivi alimentari
L’EFSA compila una lista ufficiale, chiamata “lista positiva”, che ne consente l’impiego di alcuni additivi alimentari.
Ogni additivo utilizzato deve essere di “grado alimentare” con una propria “carta d’identità”, che ne definisce specifiche caratteristiche e requisiti di purezza previsti dai regolamenti europei.
Identificato da una sigla composta dalla lettera “E” seguita da un numero, deve essere sempre indicato in etichetta.
Alcuni additivi sono sostanze naturali, come la vitamina C (E 300) e la pectina (E 440), presenti nella frutta, la lecitina contenuta nel tuorlo d’uovo (E 322) o il licopene nei pomodori (E 160d), mentre altri additivi possono derivare da fonti animali, come l’acido carminico (E 120), estratto dagli esemplari di sesso femminile della cocciniglia, o essere sintetizzati chimicamente (per esempio, E 123/amaranto, E 160d(i)/licopene sintetico).
Gli additivi si distinguono per funzione:
- i coloranti (E 100–E 199)
- i conservanti (E 200–E 299) che prolungano la durata degli alimenti, impedendo o rallentando il deterioramento
- gli antiossidanti e i correttori di acidità (E 300–E 399) che inibiscono, i primi, possibili variazioni da parte dei prodotti alimentari, i secondi agiscono stabilizzando il grado di acidità e basicità di un prodotto
- esistono poi altri additivi, identificati da altre sigle, utilizzati per altre necessità tecnologiche, legate al processo produttivo.
Le norme europee stabiliscono esattamente quali additivi possono essere utilizzati, in quali alimenti e in quali quantità. In Italia, il rispetto di queste norme viene verificato dal Ministero della Salute, che effettua controlli ufficiali su circa 1840 campioni l’anno, con una percentuale media di non conformità pari all’1,16%.
Gli additivi devono essere sempre inclusi negli elenchi degli ingredienti degli alimenti in cui sono utilizzati.
Cosa valutare nella scelta degli alimenti
In base a un’indagine Ipsos sull’impatto della campagna “Safe2Eat 2024”, le scelte alimentari degli italiani si stanno evolvendo: il 40 % delle persone coinvolte nella campagna ora tiene attivamente conto della sicurezza alimentare quando fa acquisti, rispetto al 35 % del grande pubblico.
La campagna “Safe2Eat” si rivolge al pubblico in generale, da coloro che hanno un elevato livello di consapevolezza e preoccupazioni limitate in merito alla sicurezza alimentare a chi è più preoccupato e meno informato. Lo stile comunicativo è pensato per essere informativo e chiaro, mantenendo al contempo un tono rassicurante, positivo e dinamico.
La campagna, che durerà fino a metà novembre, si rivolge in particolare ai cittadini tra i 18 e i 55 anni, e utilizza un linguaggio semplice, intuitivo e accattivante.
I consumatori sono invitati a visitare il sito web ufficiale della campagna, prendendo visione dei materiali didattici e interagendo con i contenuti della campagna sui social media utilizzando l’hashtag #Safe2EatEU.
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