Il Mediterraneo sta attraversando una trasformazione senza precedenti, come documentato dalla revisione pubblicata ad aprile 2026 sulla rivista Mediterranean Marine Science.
Queste raccolte collettive di dati non sono semplici inventari, ma strumenti scientifici essenziali per la gestione e la conservazione degli ecosistemi, permettendo di mappare con precisione i cambiamenti indotti dal riscaldamento delle acque e dalle attività umane che hanno favorito l’arrivo delle cosiddette specie lessepsiane, organismi marini giunti nel Mar Mediterraneo dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez.
L’Italia è protagonista di molte di queste nuove osservazioni
Tra i record più significativi nei nostri mari figura il primo ritrovamento del granchio rosso (Gonioinfradens giardi) a Portopalo di Capo Passero, in Sicilia.
La sua presenza suggerisce una potenziale espansione verso ovest, facilitata dalla forte plasticità ecologica della specie e dall’aumento delle temperature marine.
Altrettanto rilevante è l’arrivo della canocchia di Massaua (Rugosquilla massavensis) nel mare Adriatico, al largo di Termoli, a testimonianza di una colonizzazione ormai capillare del bacino. La canocchia di Massaua non aspetta di diventare un problema per diventare una risorsa: in Sicilia orientale è già in vendita nei mercati ittici, appena un anno dopo il primo esemplare catturato. È uno dei casi più rapidi di lessepsiano che passa dalla curiosità scientifica al banco del pesce.
Anche il vistoso mollusco Plocamopherus ocellatus è stato documentato nel Mar Piccolo di Taranto, confermando quest’area come un hotspot critico per l’introduzione di specie aliene.
Dalla cernia pinna nera al pesce coniglio fino alla manta gigante
Spostando lo sguardo sui pesci, i nuovi record delineano scenari complessi e affascinanti. La cernia pinna nera (Epinephelus fasciatus), segnalata vicino a Haifa, suggerisce ormai lo stabilizzarsi di una popolazione riproduttiva nel Mediterraneo.
Altre specie lessepsiane, come il pesce coniglio (Siganus javus) stanno estendendo il loro raggio d’azione verso il Mediterraneo centrale, raggiungendo le coste libiche.
Di straordinario valore è l’avvistamento della manta oceanica o gigante (Mobula birostris) al largo della Spagna: si tratta del primo individuo vivo avvistato nel bacino dopo oltre un secolo. Un pesce che può superate la tonnellata di peso!
L’importanza di queste review risiede nella capacità di integrare il monitoraggio scientifico con il DNA barcoding e la citizen science.
Validare la distribuzione di specie nuove o rare, come l’anguilla Nemichthys scolopaceus, è l’unico modo per comprendere se siamo di fronte a eventi isolati o a una profonda alterazione strutturale della biodiversità mediterranea.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com






