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Natura
Animali, piante e habitat
CONSERVAZIONE

Molte specie di alta quota stanno scomparendo anche dove la natura è tutelata

Anche le aree protette sono sotto pressione per il cambiamento climatico, che spinge gli uccelli a quote sempre più alte

Molte specie di alta quota stanno scomparendo anche dove la natura è tutelata
Capinera (Sylvia atricapilla). © Ron Knight / CC BY 2.0 Deed

Redazione Redazione 17 Giu 2025

Gli sforzi per la conservazione non riescono a tenere il passo dei cambiamenti climatici e di conseguenza le specie adattate al freddo stanno scomparendo anche dove la natura è tutelata.

Le montagne sono hotspot di biodiversità a livello globale, ma sono anche tra gli ambienti più vulnerabili ai cambiamenti climatici. Nelle Alpi europee, il riscaldamento globale e le trasformazioni del paesaggio stanno rapidamente modificando la vegetazione, con effetti diretti sulle comunità di uccelli, in particolare su quelle di alta quota. Le aree protette rappresentano strumenti fondamentali per salvaguardare queste specie adattate al freddo, ma quanto sono realmente efficaci in un mondo che si riscalda?

Uno studio condotto dai ricercatori di UniTo nelle Alpi Cozie e Graie rivela un preoccupante declino delle specie di alta quota.

L’evoluzione delle comunità ornitiche dentro e fuori le aree protette

Il dott. Riccardo Alba e il prof. Dan Chamberlain del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino nello studio “Elevational shifts in bird communities reveal the limits of Alpine protected areas under climate change”, pubblicato sulla rivista Biological Conservation, hanno analizzato un periodo temporale di 13 anni di dati raccolti lungo un ampio gradiente altitudinale nelle Alpi Cozie e Graie. I ricercatori hanno utilizzato il Community Temperature Index (CTI) – un indicatore della tolleranza termica delle comunità – per valutare l’evoluzione delle comunità ornitiche all’interno e all’esterno delle aree protette.

I risultati mostrano un dato sorprendente:

  • al di fuori delle aree protette il CTI è rimasto stabile;
  • all’interno delle stesse è aumentato rapidamente, riflettendo un incremento delle temperature medie annuali di oltre 1,19 °C nel periodo di tempo coperto.

Questo indica che qualcosa sta avvenendo all’interno delle aree protette alpine, dove le comunità ornitiche stanno diventando sempre più simili a quelle presenti in zone non tutelate, probabilmente a causa del declino delle specie di alta quota ma anche per la colonizzazione di specie più comuni dalle quote più basse, come per esempio la capinera e lo scricciolo.

specie di alta quota

© ChiemSeherin via pixabay.com

Le variazioni più marcate si osservano in prossimità del limite del bosco, una fascia sensibile dove la vegetazione arbustiva e forestale sta avanzando verso le alte quote a causa dell’abbandono delle attività pastorali e del cambiamento climatico.

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Gli autori individuano proprio il cambiamento della copertura vegetale come principale motore di trasformazione delle comunità, sottolineando come la semplice esistenza di aree protette dai confini stabili potrebbe non bastare più a garantire la sopravvivenza degli uccelli più specializzati alle quote estreme.

Occorrono misure gestionali adattive

Per contrastare questi effetti, lo studio suggerisce misure gestionali adattive come il pascolo mirato e la conservazione della connettività altitudinale, oltre a un monitoraggio continuo delle comunità ornitiche negli anni a venire.

Solo espandendo la protezione formale e integrando azioni concrete sul campo sarà possibile mantenere habitat eterogenei e resilienti, in grado di ospitare anche in futuro le specie simbolo delle Alpi evitando la loro scomparsa.

  • argomenti
  • cambiamenti climatici
  • uccelli

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