L’alloro, o lauro (Laurus nobilis), è una pianta sempreverde dalle foglie ovali e lucide.
Molto diffuso soprattutto nei paesi a clima temperato, cresce spontaneo sia in pianura che in collina in tutti i Paesi del Mediterraneo. Le sue proprietà sono legate al suo ricco contenuto di olii essenziali, presenti nelle bacche e nelle foglie. Già noto fin dall’antichità, prima come pianta sacra usata per cingere il capo di poeti, atleti e condottieri vittoriosi, fu in seguito apprezzato anche per le sue qualità benefiche.
Ma nonostante il suo uso comune, molte delle caratteristiche di questa pianta sono poco note. L’alloro, e in particolare le sue foglie, sono ricchi di vitamine A, B e C, un bel tris che fa sempre bene all’organismo: la vitamina A aiuta la vista, la B e C aiutano nel raffreddore e nella tosse.
Oggi l’alloro viene usato normalmente nella cucina di tutto il mondo per il suo aroma, che anche dopo la cottura non va a disperdersi.
Possiamo sfruttare appieno le proprietà dell’alloro preparando un infuso, particolarmente indicato per la digestione, la diuresi e la purificazione del tratto del tubo digerente.
Queste caratteristiche furono apprezzate anche dagli antichi: Ippocrate e Plinio nelle loro opere fanno spesso riferimento alle doti curative dell’alloro. Si narra che fu grazie ad Apollo che oggi possiamo usufruire di tanta bontà sulle nostre tavole; il dio infatti, innamorato di Dafne, la inseguì per tentare di attirarla a sé, ma la ninfa, impaurita, invocò l’aiuto della dea protettrice della Terra, Gea, la quale per impedire ad Apollo di raggiungerla, trasformò la fanciulla in un albero di alloro. Da quel giorno la pianta fu protetta dal dio del Sole fino ai giorni nostri.
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