Dopo essere stati cacciati sino ad arrivare quasi all’estinzione alla fine del XIX secolo, i rinoceronti bianchi meridionali si sono trasformati in una storia di successo per la conservazione.
La loro popolazione è passata da meno di 40 animali negli anni ’30 a circa 13.000 oggi, grazie a programmi di protezione e riproduzione.
Tuttavia, questo numero è diminuito nel 2012 a causa del bracconaggio. I rinoceronti, infatti, vengono regolarmente braccati per i loro corni, utilizzati nella medicina tradizionale per curare una serie di malattie.
I rinoceronti bianchi meridionali sono ora elencati dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) come minacciati.
Per quanto riguarda invece, il rinoceronte bianco settentrionale esistono solamente due femmine non riproduttive in cattività in Kenya.
Il futuro dei rinoceronti
L’Ong African Parks è un’organizzazione che gestisce una ventina di parchi protetti nel continente africano, è diventata da pochissimo proprietaria dei 7.800 ettari di terreno e di 2.000 rinoceronti bianchi.
I rinoceronti provengono dal più grande allevamento privato del mondo, situato a meno di 200 chilometri a sud-ovest di Johannesburg, del sudafricano John Hume, un ricco uomo d’affari ormai ottantenne che ha dedicato una quindicina d’anni e milioni di dollari alla salvezza della specie, decimata dal bracconaggio. Oltre la metà dei rinoceronti bianchi africani, infatti, è detenuta da proprietari terrieri privati, che generalmente dispongono di maggiori fondi per le misure di sicurezza.
Gli animali sono stati acquistati per riportarli in natura, in modo da garantire il futuro della specie, ma per ora solamente 40 ne sono stati reinseriti.
«L’ambizioso piano di reintroduzione di 2.000 rinoceronti bianchi nelle aree protette del continente sarà attuato nei prossimi dieci anni» afferma l’Ong in un comunicato. «Il primo passo è la donazione di 40 rinoceronti bianchi alla riserva di Munywana», nella provincia orientale di KwaZulu-Natal. I rinoceronti donati sono stati tutti decornati, per dissuadere ulteriormente i bracconieri, questa operazione non danneggia i rinoceronti, ma può alterare il loro comportamento e avere conseguenze a lungo termine. Se però tagliati correttamente, i corni possono ricrescere nel tempo.
Un progetto grandioso
African Parks, con il sostegno del governo sudafricano, ha fissato l’obiettivo di rendere di nuovo selvatici i 2.000 rinoceronti bianchi meridionali, che raffigureranno sino al 15% della popolazione selvatica rimasta al mondo.
Ha ottenuto anche un finanziamento d’emergenza per acquisire i rinoceronti e difenderli dal potenziale bracconaggio e dalla frammentazione.
Il trasferimento dei rinoceronti in aree ben gestite e sicure avverrà entro i prossimi dieci anni, creando o integrando popolazioni strategiche per assicurare il futuro della specie.
L’impresa non è certamente semplice, ma è una grande opportunità di conservazione della specie.
Sarà uno dei più grandi progetti di rewilding a livello continentale per qualsiasi specie.
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