Non solo grandi Parchi naturali o aree protette, ma anche le città possono diventare luoghi capaci di ospitare e proteggere ecosistemi preziosi. È questo l’obiettivo del progetto di innovazione ecologica urbana MICROBIOMO (Miglioramento e creazione di MICROhabitat per la BIOdiversità nella città di MOdena), promosso dal Dipartimento di Scienze della Vita con la collaborazione del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emila e di Foreste per Sempre OdV, LIPU Modena, Gruppo Modenese Scienze Naturali, Legambiente Modena e il Comune di Modena.
Il progetto punta, infatti, alla creazione di piccoli habitat naturali urbani per favorire la sopravvivenza di specie vulnerabili, sensibilizzando al tempo stesso la comunità sui temi della tutela ambientale e dei cambiamenti climatici.
Il rospo smeraldino
«Specie simbolo dell’iniziativa è il rospo smeraldino, anfibio un tempo abbondante anche in ambiente urbano e oggi in declino a causa della perdita di habitat, della frammentazione del territorio e delle alterazioni climatiche» spiegano i ricercatori Prevedelli, Simonini e La Cecilia di Unimore.
Cuore del progetto sarà il microhabitat realizzato nel Parco della Resistenza, progettato per favorire la riproduzione del rospo smeraldino attraverso la creazione di un ambiente idoneo alla deposizione delle uova e allo sviluppo dei girini. Un intervento di piccola scala, ma di grande valore ecologico e simbolico, che restituisce spazio alla natura anche in un contesto fortemente urbanizzato.
Il progetto MICROBIOMO prevede, inoltre, attività di monitoraggio scientifico, installazione di cartellonistica informativa, realizzazione di materiali multimediali e percorsi educativi rivolti alle scuole modenesi.
Il microhabitat diventerà un laboratorio didattico a cielo aperto, seguito dalla laureanda in Didattica e Comunicazione delle Scienze di Unimore e socia volontaria di Foreste per Sempre OdV, Cecilia Bozzoli.
Grazie al progetto gli studenti potranno approfondire il ciclo vitale degli anfibi, comprendere il rapporto tra biodiversità e cambiamenti climatici e riflettere sul ruolo delle azioni locali nella tutela degli ecosistemi.
Il progetto è coordinato dalla prof.ssa Daniela Prevedelli, dal prof. Roberto Simonini del Dipartimento di Scienze della Vita e dal dott. Daniele La Cecilia del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari e si inserisce nell’ambito delle attività di Public Engagement del progetto PNRR ECOSISTER – Ecosystem for Sustainable Transition in Emilia-Romagna.
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