La Commissione Ambiente del Parlamento Europeo (ENVI) ha proposto il via libera alle nuove tecniche genomiche in agricoltura. Gli NGT sono una tecnologia che altera il materiale genetico di un organismo.
Secondo la Bundesamt für Naturschutz (Agenzia federale tedesca per la conservazione della natura), i nuovi OGM hanno un potenziale di rischio paragonabile, se non maggiore, agli OGM di prima generazione.
Anche l’Agenzia nazionale francese per l’alimentazione, l’ambiente e la salute e la sicurezza sul lavoro (ANSES) ha affermato che le tecniche di editing genetico «possono indurre cambiamenti nelle funzioni biologiche delle piante ignorati dalla proposta di categoria 1 della Commissione» e che «non si possono escludere rischi per la salute e l’ambiente».
Ora la proposta dovrà essere votata in assemblea plenaria nella sessione di febbraio.
Senza etichettatura obbligatoria
Gli interventi di modificazione genetica attualmente rientrano nel quadro normativo più restrittivo previsto per gli organismi geneticamente modificati (OGM). Le nuove norme, se approvate, non prevedono un’etichettatura obbligatoria a livello di consumatore, rendendo questi prodotti alimentari “indistinguibili” da quelli ottenuti attraverso la selezione convenzionale.
La Commissione ha anche votato una norma per impedire ai singoli Paesi dell’UE di vietarli nel loro territorio.
Rimane, inoltre, un contrasto tra l’Esecutivo dell’UE e la commissione Ambiente sulla questione dei brevetti per gli NGT, che provocherebbero un aumento dei costi e nuove dipendenze per agricoltori e allevatori.
L’analisi di Greenpeace
Secondo l’analisi pubblicata da Greenpeace European Unit «La proposta della Commissione europea di deregolamentare i nuovi OGM e gli emendamenti votati dalla Commissione ambiente del Parlamento europeo rischiano di violare i diritti degli agricoltori e dei consumatori».
Federica Ferrario, responsabile della campagna agricoltura di Greenpeace Italia, aggiunge che «Decenni di progressi nell’Unione Europea in materia di diritti degli agricoltori e di protezione della salute delle persone e dell’ambiente non possono e non devono essere cancellati in nome dei profitti dell’industria biotecnologica. Le misure di sicurezza finora adottate non hanno ostacolato l’innovazione, e il diritto dell’Ue non proibisce la ricerca e lo sviluppo, ma garantisce che quanto di nuovo viene sviluppato non violi i diritti dei cittadini europei alla salute e alla protezione dell’ambiente».
Brevetti e lobbing
Le nuove norme sono state spinte dalla forte azione di lobbing delle multinazionali come Bayer, Syngenta e Corteva, che insieme controllano la maggior parte del settore della selezione delle piante. I fautori della liberalizzazione sostengono che l’UE rischia di rimanere indietro rispetto al resto del mondo nell’utilizzo di nuove colture con caratteristiche speciali che possono renderle più nutrienti, efficienti e meglio adattate a un clima che cambia.
Però, l’esempio degli Stati Uniti dove gli NGT sono già in uso dimostra che, dopo un decennio di deregolamentazione, i nuovi OGM introdotti sul mercato non hanno affatto mantenuto le promesse di sostenibilità.
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