Oggi domenica 20 settembre riapre la stagione venatoria, dopo l’apertura anticipata effettuata nella quasi totalità delle Regioni, nonostante un’estate da caldo record con siccità e incendi, che avrebbe dovuto indurre il Governo ad annullare le preaperture.
Quella che comincia oggi potrebbe essere l’ultima stagione di caccia regolata dall’attuale legge, se venisse approvata dal Parlamento la proposta di legge (alla Camera con il n. 2984) già approvata dal Senato, come ricorda la Lipu-BirdLife: «Nonostante la ripresa dei lavori in Commissione Agricoltura della Camera di mercoledì scorso, la maggioranza parlamentare ha deciso di mettere in calendario a novembre la riforma della caccia. Un atto molto grave che impedisce il dibattito democratico su un testo sbagliato e che rischia di portare l’Italia sotto procedura d’infrazione».
Gli italiani dicono “no”
Se i cacciatori in Italia sono 400mila circa, la petizione del WWF Italia “Stop caccia selvaggia” contro la deregulation venatoria viaggia verso il mezzo milione di firme e ha già superato il numero dei cacciatori presenti in Italia.
I dati ufficiali dei tesserini venatori, infatti, parlano infatti di 429.484 cacciatori per la stagione venatoria 2025/2026 (dati diffusi dalla LAC sui dati ufficiali delle Regioni): molti meno dei 469.110 italiani che hanno sottoscritto fino a oggi la petizione (si firma qui).
Un segnale inequivocabile di quanto sia cambiata la sensibilità del Paese nei confronti della fauna selvatica e della tutela della natura.
Il sondaggio Ipsos Doxa condotto per conto di Fondazione Capellino rileva che il 91% degli italiani pensa che la normativa sulla caccia dovrebbe essere mantenuta così com’è, senza ulteriori estensioni e allargamenti. Il 75%, ovvero tre italiani su quattro, vorrebbe invece arrivare a una abolizione totale dell’attività venatoria o ad una sua riduzione sostanziale, fino a limitarla ai soli casi di necessità di controllo della fauna. Solo il 3% della popolazione ritiene, al contrario, che sia utile incentivarla e favorirla con nuove norme.
L’apertura generale della caccia sarà il tema di apertura di Presa diretta su Rai3, domenica 20 settembre alle 20:30, con la presenza del WWF.
La riforma definita “sparatutto”
Alla Camera dei deputati è ripresa, tra forzature e accelerazioni, la discussione della proposta di riforma della legge 157/1992, un provvedimento che punta a demolire le scarne tutele esistenti e ampliare spazi, tempi e opportunità per l’attività venatoria a danno di tutti. Alcuni punti della riforma, come allungamento dei tempi di caccia, svilimento del ruolo dell’Ispra e rilancio dei richiami vivi, da soli possono valere una nuova procedura di infrazione della Ue.
«L’apertura della nuova stagione venatoria è sempre una pessima notizia, ma quest’anno ancor di più, con lo strappo della maggioranza che ha voluto calendarizzare a novembre la proposta di riforma. Una grave forzatura istituzionale, che impedisce il confronto democratico su un provvedimento che rischia di incidere pesantemente sulla biodiversità e sugli ecosistemi, elementi riconosciuti come fondamentali dalla Costituzione, ma anche sulla sicurezza dei cittadini» dichiara Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia.
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