Leggi qui la prima parte dell’itinerario
Il giorno dopo decido di salire il Mt Ossa, la vetta più alta della Tasmania, seguendo una delle più suggestive varianti dell’Overland Track.
Il sentiero è appena percettibile e a tratti, in prossimità della cima, sono costretto ad arrampicare su delle enormi rocce. Dopo aver superato l’ennesimo torrione, giungo finalmente in cima, dove, con una certa sorpresa, mi accorgo che non si tratta di una punta acuminata – come sembra dal basso – bensì di un ampio plateau con un piccolo laghetto.

Il piccolo lago in cima al Monte Ossa (1,617m). È il punto più alto della Tasmania. © Raffaella Scalzi
Da qui la vista è incantevole: i picchi rocciosi delle Cradle Mountains svettano oltre la morbida distesa di foreste a perdita d’occhio. È la magia di un paesaggio insolito, sublime, come il vento gelido che inaspettatamente si alza da Sud, invitandomi a imboccare il sentiero di discesa. Qui incontro un giapponese a cui degli audaci currawongs, delle specie di cornacchie nere, hanno appena aperto lo zaino e hanno rubato una banana e un calzino.

Un currawong nei pressi del Dove Lake, il primo giorno di cammino. Si tratta di uccelli molto diffusi e altrettanto confidenti: sanno slacciare le stringhe delle scarpe e aprire le zip degli zaini. © Raffaella Scalzi
Il meteo pare in peggioramento, ma dovrebbe reggere. Temo, comunque, che domani peggiorerà. Non so bene perché, ma dopo qualche giorno nel bush ho capito che è importante fidarsi delle proprie sensazioni, perciò decido di accorpare gli ultimi due giorni di cammino in uno solo. Sarà lunga ma, se tutto andrà come spero, dovrei restare asciutto.

L’autore dell’articolo osserva il Kitchen Hut, un vecchio rifugio in disuso ai piedi della catena delle Cradle Mountains. © Raffaella Scalzi
Il percorso è quasi del tutto pianeggiante, ma è lunghissimo.
La temperatura, nel pomeriggio, sale notevolmente e dai lati del sentiero fanno talvolta capolino alcuni tiger snakes, una specie letale per l’uomo, ma fortunatamente molto timida.
Giungo in prossimità del lago Saint Claire dove è situato il Narcissus Hut, l’ultimo rifugio dell’Overland Track. È pomeriggio inoltrato. Puntualmente comincia a piovere a intermittenza. Poco male; ormai sono arrivato alla fine.
Non mi resta che sedermi sulla sponda del grande lago St Claire a osservare le piccole increspature dell’acqua, senza pensare a niente, accarezzato dal sole che scende lentamente oltre i monti dipingendo d’arancione gli eucalipti della valle.
Il viaggio in pratica
Per chi
Escursionisti esperti. Sebbene dal punto di vista tecnico il percorso non sia particolarmente impegnativo e i dislivelli giornalieri non siano mai eccessivi, si tratta comunque di un trekking lungo per il quale sono richieste determinazione e una discreta preparazione fisica.
Occorre portarsi uno zaino che contenga tutto ad eccezione dell’acqua, la quale è reperibile in ogni rifugio. Il peso medio dello zaino è circa 18kg.
L’estrema variabilità delle condizioni meteo costituisce la vera difficoltà dell’Overland Track. Occorre essere pronti a tutto, dal sole cocente alla neve, talvolta perfino nello stesso giorno. Anche in piena estate, infatti, le temperature notturne possono scendere sotto lo zero. Farsi cogliere impreparati potrebbe risultare alquanto pericoloso.
Durata
Circa sette giorni, varianti escluse. È possibile effettuare delle deviazioni dal percorso originale dell’Overland Track per visitare dei luoghi di particolare interesse come cascate, punti panoramici sulla foresta pluviale o vecchi rifugi.
In particolare è consigliata l’escursione al Mt Ossa, la vetta più alta della Tasmania (1617 m). Si tratta di un’escursione più impegnativa rispetto al resto del percorso: il sentiero è ripido e in alcuni tratti sono necessari alcuni passi di elementare arrampicata.
Periodo consigliato
Estate, da novembre a marzo. Durante questi mesi è prevista una quota di duecento dollari a testa ed è obbligatorio prenotare il giorno della partenza online.
Come arrivare
L’aeroporto di riferimento è quello di Launceston, nel Nord della Tasmania. Da qui partono quasi tutti i giorni degli autobus che in tre ore circa conducono al Visitor Centre del Parco delle Cradle Mountains.
La partenza dell’Overland Track è a Ronny Creek, raggiungibile in pochi minuti con un bus navetta dal Visitor Centre.
A chi rivolgersi
Il sito www.parks.tas.gov.au offre una serie esaustiva di informazioni pratiche per affrontare al meglio il trekking. Inoltre è possibile contattare via email i rangers del Parco per avere ulteriori indicazioni.
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