L’uovo è una delle trovate più efficaci messe in atto dall’evoluzione naturale. A esso hanno ricorso tutti, dai primi invertebrati apparsi sulla Terra ai rettili, dai pesci agli anfibi. Perfino i mammiferi si sono lasciati conquistare dalla sua genialità.
Ovipari o ovovivipari?
Oggi definiamo i classici produttori di uova come ovipari. Si tratta di tutti gli uccelli, la maggior parte dei pesci, molti rettili, anfibi e artropodi e, incredibilmente, anche due mammiferi tra i più primitivi, l’ornitorinco e l’echidna.
Questi animali rilasciano le uova nell’ambiente esterno e lo sviluppo embrionale avviene fuori dal corpo materno. Spesso le uova vengono abbandonate dalla madre ma, talvolta, sono covate e strenuamente protette, anche nei gruppi di animali meno complessi.
Molto simili risultano gli ovovivipari: in questo caso le uova fecondate sono trattenute all’interno del corpo della madre fino a completo sviluppo. In questo modo, il genitore dà alla luce piccoli liberi dell’uovo.
Molti squali, le vipere, vari anfibi e invertebrati utilizzano questo sistema.
Alligatore americano
Le uova degli alligatori e dei loro cugini coccodrilli sono piccole e fragili e le femmine le proteggono con accanimento. Vengono deposte in un grande nido di materiale vegetale nei pressi del fiume e sono sorvegliate per 2-3 mesi, fino alla schiusa, in modo da prevenire le razzie di predatori, quali uccelli e ratti.
Dopo la nascita, la madre continua a proteggere i propri figli anche per tre anni, un vero record per i rettili.
Il sesso di questi piccoli è determinato dalla temperatura media del nido. Negli alligatori, per esempio, se questa è inferiore ai 29 °C tutti gli individui saranno femmine, mentre se è superiore a 32 °C si avranno solo maschi.
- Nome scientifico: Alligator mississippiensis
- Gruppo: rettile
- Area di origine: America del Nord
- Uova: oviparo, fino a 50 uova di circa 5 cm di diametro, dal guscio molle e fragile.
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