Nome
Peppola (Fringilla montifringilla)
Descrizione
Simile al Fringuello, dal quale si distingue soprattutto per il groppone bianco ben visibile quando è in volo, assente nel Fringuello.
Fenologia
In Italia è migratore regolare, svernante regolare e nidificante irregolare (ultima nidificazione registrata in Trentino nel 1986). Tutte le popolazioni sono migratrici e svernano quasi interamente al di fuori dell’areale riproduttivo. L’estensione dei movimenti postriproduttivi è fortemente influenzata dalla disponibilità di cibo, il che provoca forti variazioni locali del numero di soggetti svernanti e, soprattutto nell’Europa centromeridionale, determina fenomeni invasivi che possono concentrare in uno stesso sito milioni di individui: nel 2005, ad esempio, un enorme roost (dormitorio) di 1,5–3 milioni di individui era presente in Val d’Ossola. Le dimensioni dei contingenti di passaggio e svernanti nel nostro Paese mostrano un’ampia variabilità interannuale, tipica del carattere irruttivo della specie, e risultano correlate alla produzione di faggiole nelle faggete del centronord Europa, ambiente a cui la specie pare fortemente legata soprattutto al di fuori del periodo riproduttivo.
Habitat
In inverno la Peppola utilizza maggiormente boschi di latifoglie, ambienti agricoli e fasce ecotonali tra questi due habitat.
Distribuzione
Nel Paleartico occidentale la Peppola è ampiamente distribuita in Fennoscandia e Russia settentrionale, mentre è irregolarmente presente nei paesi dell’Europa centrooccidentale e baltica. Mostra scarsa fedeltà ai siti di riproduzione e ciò determina ampie variazioni numeriche annuali ai margini meridionali dell’areale riproduttivo. Basse temperature inducono spostamenti verso latitudini più meridionali, generando un numero a volte cospicuo di nidificazioni nelle foreste delle pianure finlandesi e norvegesi.
Stato di conservazione
Le popolazioni europee sono considerate stabili e non mostrano particolari problematiche di conservazione.
di Fabio Casale, Fondazione Lombardia per l’Ambiente
Supervisione scientifica: Giuseppe Bogliani, Università degli Studi di Pavia
tratto da:
Casale F., 2015. Atlante degli Uccelli del Parco Lombardo della Valle del Ticino.
Parco Lombardo della Valle del Ticino e Fondazione Lombardia per l’Ambiente.
Foto: Antonello Turri




