È in corso al Palazzo Reale di Napoli il G20 dei Ministri dell’Ambiente. A loro si è rivolto il Direttore Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), Qu Dongyu, con un appello a invertire la perdita di biodiversità e il degrado del suolo.
Qu Dongyu è intervenuto alla riunione dei Ministri dell’Ambiente del G20, durante la quale si discutevano soluzioni per la natura e la sostenibilità, dalla lotta ai cambiamenti climatici fino alla creazione di città sostenibili.
«Oggi l’umanità deve fare i conti con la triplice crisi planetaria della perdita di biodiversità, del clima e dell’impatto della pandemia» ha ricordato il Direttore Generale. Invertire la perdita di biodiversità e il degrado del suolo può fruttare 1 400 miliardi di dollari all’anno
«Per avere alimenti sani c’è bisogno di un ambiente sano» ha sottolineato Qu nel considerare la sfida globale di dover far fronte a una crescente domanda di cibo e di altri prodotti agricoli, riducendo al tempo stesso le emissioni di gas a effetto serra e conservando la biodiversità, gestendo in maniera sostenibile le risorse naturali, compresa l’acqua, e proteggendo e ripristinando gli ecosistemi.
Oltre un miliardo di persone vive in condizioni di scarsità o carenza d’acqua e i raccolti di quasi un miliardo di ettari di terra sono ogni anno gravemente compromessi da ricorrenti periodi di siccità.

© G20 Italia 2021
Il Direttore Generale della FAO ha anche sottolineato la necessità di moltiplicare gli approcci più favorevoli alla biodiversità, anche potenziando gli investimenti in azioni correlate.
I benefici che otterremmo sarebbero significativi. Per esempio, se si potesse innescare un cambio di rotta della deforestazione, si farebbero passi avanti nella lotta ai cambiamenti climatici.
Per promuovere tali soluzioni, Qu ha auspicato la creazione, con il necessario sostegno finanziario, di un ambiente favorevole per i piccoli produttori, le famiglie di agricoltori e le popolazioni indigene, che sono i custodi autentici delle nostre risorse naturali sul territorio.
Il Decennio delle Nazioni Unite sul ripristino degli ecosistemi
La FAO e il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente hanno promosso il “Decennio delle Nazioni Unite sul ripristino degli ecosistemi”.
Il Direttore Generale Qu Dongyu ha precisato che la FAO ha precisato quali sono i “quattro pilastri di miglioramento”, con cui la FAO intende:
- perseguire una migliore produzione,
- una migliore nutrizione,
- un ambiente migliore
- una vita migliore, senza lasciare indietro nessuno.
Mettendo in atto le proprie raccomandazioni, la FAO sta introducendo e intensificando approcci e interventi favorevoli per la biodiversità nei settori dell’alimentazione e dell’agricoltura, dall’elaborazione di politiche alla promozione del dialogo per attuare progetti fino al sostegno ai Paesi che sono orientati verso i medesimi obiettivi.
In particolare, la FAO sosterrà progetti per ripristinare gli ecosistemi per migliorare la sicurezza alimentare, trasformare i sistemi agroalimentari, contrastare i cambiamenti climatici e preservare la biodiversità.
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