Durante il periodo di lockdown ho deciso di esplorare con più attenzione i dintorni della mia abitazione, dove sorgono praterie, risaie, boschi e corsi d’acqua. Ho scoperto un sorprendente micromondo che ho deciso di valorizzare tramite la fotografia.
Per farlo ho abbinato alla mia reflex un obiettivo un po’ particolare, il Venus Laowa 15mm F/4 Macro, una lente sia macro che grandangolare unica nel suo genere; la sua messa a fuoco ravvicinatissima e l’ampio angolo di campo, infatti, mi hanno consentito di contestualizzare al meglio i piccoli soggetti che vedrete in questo articolo e i loro comportamenti. Le immagini sono accompagnate da alcuni consigli pratici per ottenere buoni risultati con questa lente estrema. Con l’avvicinarsi della primavera, quale periodo migliore per iniziare a scovare qualche bell’insetto?
L’importanza di avvicinarsi al soggetto
Una delle prime regole per chi si approccia alla fotografia grandangolare è quella di avvicinarsi il più possibile ai soggetti, altrimenti questi tendono a “sparire” nell’ampio angolo di campo dell’immagine, risultando molto più lontani dal punto di ripresa rispetto a quanto percepisce il nostro occhio normalmente. Questo accorgimento fondamentale vale ancor di più per un obiettivo macro-grandangolare, in quanto i soggetti che andremo a fotografare saranno probabilmente di ridotte dimensioni. L’obiettivo si è rivelato perfetto a tale scopo permettendoci di avvicinarci moltissimo anche ai più piccoli animali, grazie alla sua distanza minima di messa a fuoco (totalmente manuale) da record. Per darvi un’idea sono riuscito a mettere a fuoco una formica che camminava sul filtro UV posizionato a pochi millimetri dal vetro frontale dell’obiettivo.
Profondità di campo
Generalmente una fotografia ambientata dovrebbe presentare uno sfondo leggibile e l’obiettivo usato si presta bene a tale scopo; grazie alla possibilità di chiudere il diaframma a F/32, infatti, anche focheggiando soggetti molto vicini lo sfondo apparirà sfocato ma ben leggibile, aumentando la qualità del racconto delle nostre fotografie.
Flash sì o flash no
La luce del flash non dovrebbe disturbare particolarmente gli insetti e i piccoli invertebrati in quanto durante gli scatti il loro comportamento non subisce variazioni innaturali. Detto questo, a meno che non siate alla ricerca di un’immagine dall’effetto particolare come una silhouette del soggetto, se utilizzate un obiettivo macro-grandangolare il flash è quasi obbligatorio, in quanto il più delle volte saremo così vicini agli animaletti da fargli ombra noi stessi. Per ovviare a questo problema esistono cavi per il collegamento remoto dei flash o bracci estendibili in avanti specifici per la fotografia macro, ma se ne possedete uno standard vi consiglio di abbinarlo a un softbox tramite una prolunga. La prolunga, che può essere anche un tubo di cartone, serve a indirizzare la luce in modo perpendicolare alla lente frontale, in modo che questa non ostacoli il fascio di luce proveniente dal flash, che solitamente si trova sul corpo macchina dunque dietro il piano focale. Il flash è utile anche per schiarire un soggetto in controluce.
Soggetti in movimento
La fotografia macro si fa più complicata quando l’animaletto che vogliamo fotografare si muove o vola velocemente, come api o farfalle. Il mio consiglio è quello di studiare bene il loro comportamento, in quanto capita spesso che le loro traiettorie e i punti di interesse siano simili o addirittura i medesimi durante la giornata. Se si trattasse di farfalle, ad esempio, basta inquadrare un fiore preso loro spesso di mira e comporre l’immagine attendendo che l’animale ritorni e scattare; meglio se con fotocamera su cavalletto e scatto con telecomando a distanza, in quanto anche le piccole specie sono sensibili alla nostra presenza, inoltre alcune di esse potrebbero pungerci! Per ottenere la foto di copertina, ad esempio, ho approfittato della presenza di secrezione zuccherina sul tronco di una quercia di cui i calabroni sono ghiotti. Questo metodo, anche se necessita di pratica e molta pazienza, può regalarci gli scatti migliori in quanto separa la fase di composizione da quella di scatto, permettendoci di dedicarci con più attenzione ad ognuna di esse.
Infine, al di là dei consigli tecnici, fate attenzione a non danneggiare le specie viventi che incontrerete e divertitevi ricercando soggetti interessanti e punti di ripresa accattivanti.
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