Forse non tutti sanno che per una legge in vigore ormai da dieci anni, il servizio cosiddetto “1 contro 0” consente ai consumatori di conferire gratuitamente i RAEE domestici di piccole dimensioni (con dimensione massima inferiore a 25 cm) presso i punti vendita con superficie di vendita di elettronica superiore a 400 m², senza obbligo di acquisto di un nuovo prodotto.
Per verificare testando la reale applicazione del servizio “1 contro 0”, Legambiente ha visitato “in incognito” numerosi punti vendita della GDO elettronica (quelli superiori ai 400 m²) con i propri volontari e volontarie, chiedendo informazioni ai commessi del punto vendita in merito alla possibilità di consegna gratuita dei piccoli RAEE.
L’indagine “Missione RAEE: Zero scuse” (scarica qui il documento), realizzata da Legambiente e sostenuta da Erion WEEE, ha riportato risultati indubbiamente positivi, che tuttavia non raggiungono per poco il massimo dei voti.
I risultati dell’indagine di Legambiente
L’attività di monitoraggio “in incognito” è stata svolta dal 1° novembre fino all’8 dicembre 2025, in 141 punti vendita di otto Regioni italiane.
Dai dati raccolti dalla ricerca “Missione RAEE: Zero scuse”, l’Italia è promossa: la risposta dei punti vendita è stata “sì” nell’86% dei casi.
Lombardia, Toscana, Piemonte e Lazio sono le Regioni con i punti vendita più conformi.
Dall’indagine emerge la presenza ancora di qualche lacuna informativa: nei negozi in cui non è stato possibile consegnare i RAEE (20 punti vendita su 141), il 16% dei commessi ha dichiarato di non conoscere il servizio “1 contro 0” o che si effettua solo il servizio “1 contro 1”, che prevede il ritiro del rifiuto solo a fronte dell’acquisto di un prodotto nuovo equivalente; in 7 esercizi è stata dichiarata la disponibilità alla raccolta delle sole lampadine, mentre in 2 casi i punti vendita hanno riferito di non essere abilitati al servizio.
Missione RAEE: Zero scuse
I dati della ricerca “Missione RAEE: Zero scuse” sono stati presentati a Milano da Legambiente. Sono intervenuti a illustrare i risultati dell’indagine: Stefano Ciafani, Presidente di Legambiente; Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE; Andrea Di Palma, Segretario Nazionale Adiconsum, Eleonora Evi, Membro delle Commissione Ambiente alla Camera; Davide Rossi, Direttore Generale di Aires-Confcommercio.

Dalla destra, Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE; Stefano Ciafani, Presidente di Legambiente; Andrea Di Palma, Segretario Nazionale Adiconsum e Davide Rossi, Direttore Generale di Aires-Confcommercio. © Erion
Conferire correttamente i piccoli rifiuti elettrici ed elettronici
I RAEE, se non correttamente conferiti, possono avere impatti ambientali pericolosi soprattutto per l’effetto delle sostanze nocive sull’ambiente e sulla salute. Dall’altro lato conferirli correttamente significa anche permettere di riciclare materie prime fondamentali, tra cui spiccano le Materie Prime Critiche che sono sempre più al centro di tensioni geopolitiche.
«Con questa indagine vogliamo riportare in primo piano il tema del conferimento dei piccoli rifiuti elettronici e la pratica dell’1 contro 0. Nelle nostre case abbiamo spesso piccoli RAEE di cui disfarci e su cui esiste un servizio di raccolta previsto dalla legge. I dati ricavati con il nostro Cliente Misterioso se da una parte ci portano notizie incoraggianti, dall’altra ci indicano anche dove bisogna intervenire perché spesso i punti vendita non sono informati. Per questo è fondamentale promuovere a livello nazionale e territoriale più campagne di informazione e sensibilizzazione per informare i commercianti, chi lavora con loro, e i cittadini di ogni età» ha dichiarato Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente.
«I risultati di questa analisi realizzata da Legambiente sono sostanzialmente positivi, considerando che la grande maggioranza dei negozi visitati consente ai cittadini di esercitare il loro diritto al conferimento gratuito dei piccoli RAEE”, ha dichiarato Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE.
«Tuttavia, si tratta di un obbligo di legge, non di un’azione volontaria. Esistono quindi ampi margini di miglioramento ed è necessario far sì che tutti negozi più grandi di 400 mq consentano ai consumatori di fare la cosa giusta in semplicità. È importante continuare a informare i cittadini attraverso campagne di comunicazione su larga scala che rendano chiaro il concetto di “RAEE” e più familiare l’abitudine al corretto conferimento. Non c’è riciclo delle materie prime senza raccolta dei RAEE e non c’è raccolta senza un corretto conferimento da parte di noi cittadini» conclude Arienti.
Tra i piccoli RAEE interessati dalla norma “1 contro 0” ci possono essere, per esempio: smartphone, mouse, cavetti, rasoi elettrici, chiavette USB, telecomandi, cuffie, minipimer, piastre elettriche, tostapane, phon arrivati a fine vita e ormai in disuso.
Visibilità del servizio nei punti di raccolta
Per quanto riguarda le modalità di conferimento, dai riscontri raccolti emerge che nel 59,2% dei casi il piccolo RAEE è stato conferito in un cassone o contenitore dedicato e visibile, mentre nel 38,3% dei casi il rifiuto è stato ritirato direttamente alla cassa da un addetto del punto vendita. Nel restante 2,5% dei casi, pur essendo presente un contenitore per la raccolta, questo non risultava ben visibile.
Solo in 2 punti vendita, però, erano presenti informazioni chiare sul servizio “1 contro 0” e sulle tipologie di RAEE conferibili, mentre in altri casi erano disponibili contenitori distinti per specifiche categorie di rifiuti (RAEE e batterie).
Dal 2024 Legambiente ed Erion WEEE promuovono insieme azioni per la corretta gestione dei RAEE, collaborano alla diffusione negli atenei universitari del Docufilm “Materia Viva” – realizzato da Erion WEEE e Libero Produzioni – e realizzano attività di sensibilizzazione dei cittadini e della GDO sul tema dei RAEE.
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