Partiamo dalla stazione ferroviaria (8 m/slm) di Sestri Levante e seguendo la porticata via Roma raggiungiamo in breve la passeggiata lungomare, che percorriamo verso sinistra tra zone verdi e chioschi, fino ad arrivare in prossimità della bianca basilica di Santa Maria di Nazareth.
Fin qui abbiamo costeggiato la prima e più grande delle due insenature di Sestri Levante, la Baia delle Favole dalle lunghe spiagge balneari e che sembra debba il nome al presentatore Enzo Tortora (1928-88) che la chiamò così durante una puntata del programma “Campanile Sera”, andata in onda da Sestri Levante alla fine degli anni cinquanta.
Passiamo davanti alla chiesa e uno qualsiasi dei vicoli ci porta alla seconda insenatura, la piccola e deliziosa Baia del Silenzio, più raccolta e tipica, così chiamata nel 1919 da Giovanni Descalzo (1902-51), poeta ligure di Sestri Levante.
Percorriamo la spiaggia verso sinistra e possiamo scegliere se attraversarla tutta per rientrare verso il centro con vicolo Miramare, oppure se deviare quasi subito e seguire la pedonale Cappellini.
Entrambe si riuniscono in piazza Cavour dove prendiamo a sinistra la pedonale vico Macelli e quando questa si trasforma in vico dei Bottoni troviamo la segnaletica “Torre Punta Manara”.
Cominciamo a salire in maniera costante percorrendo salita Mandrella a Monte guidati dai due quadrati rossi e passando tra muretti, orti e uliveti. Superate alcune case il tracciato si fa più aperto e piacevole con scorci in direzione di Sestri Levante, mentre il fondo da mattonata si trasforma in sentiero.
Al primo siamo a Mandrella (113 m/slm) dove troviamo alcune panchine da cui ammirare il panorama.
Proseguiamo la salita inoltrandoci in un bosco tra notiamo alcune querce da sughero dalla particolare corteccia (da non danneggiare assolutamente!!). Sarà per questo che su alcune mappe questo punto viene chiamato “Bosco della Natta” (in alcuni dialetti “natta”, o “nata”, indica il tappo di sughero)?
Arriviamo alla quota più elevata (160 m/slm) e dopo un breve tratto in leggero falsopiano eccoci alla piccola casetta bianca del bivacco Manara (tavolini). Una ripida scalinata in mattoni ci porta infine ad una spianata su cui sorgono i resti della torre di Punta Manara (140 m/slm) dalle cui rocce circostanti si apre la vista verso Sestri Levante e Portofino, e su Riva Trigoso.
Il ritorno è per la medesima via dell’andata, e consigliamo di divagare poi per le stradine di Sestri Levante sia nel centro che per le due baie ed promontorio, e visitando Palazzo Fascie, sede del Museo Archeologico e della Città MuSel (musel.it).
Note
Dati sola andata
Lunghezza: 3,7 km
Dislivello: -50 +160 m
Tempo al netto delle soste: 1h 15m
Attenzione: il percorso è facile e intuitivo ma prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo: allertaliguria.regione.liguria.it
Link utili
- Punta Manara. © F. Voglino / A. Porporato
- Punta Manara. © F. Voglino / A. Porporato
- Punta Manara. © F. Voglino / A. Porporato
- Punta Manara. © F. Voglino / A. Porporato
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