Ci troviamo all’imbocco della valle di Susa, ancora con un piede quasi in pianura, ma siamo già circondati dai primi rilievi in cui si celano due bacini idrici dall’anima simile e diversa allo stesso tempo e che permettono una facile escursione, adatta in tutte le stagioni.
Lasciamo la vettura al parcheggio che si trova lungo la SP89 che porta ad Avigliana (360 m/slm) e da qui scendiamo subito in direzione delle rive del primo lago, dove troviamo anche un piccolo bar dall’ironico nome de “La zanzara”.
Il Lago Piccolo, come dice il nome, ha dimensioni più raccolte tra i due bacini che dal 1980 formano un’area protetta, non è balneabile e rappresenta l’aspetto più “selvaggio” e naturale anche se, d’estate, la riva nei pressi del bar si riempie di turisti in cerca di refrigerio.
Camminiamo seguendo il sentiero che percorre la riva, tenendo l’acqua alla nostra destra. Una pista che si snoda a volte vicina al lago, a volte allontanandosi tra gli alberi così che ogni scorcio sembra diverso e vario mentre la natura si allarga attorno a noi, facendoci percorrere così circa metà lago.
Quando ci troviamo a un evidente incrocio teniamo la sinistra ma ricordiamoci di questo punto, poiché ci permetterà di effettuare al ritorno un anello.
Per ora andiamo a sinistra arrivando a una strada asfaltata che percorriamo verso destra. Raggiunta una rotonda, troviamo l’ingresso alla pedonale che ci porta a costeggiare ora le rive del Lago Grande.
- Laghi di Avigliana. © F. Voglino/A. Porporato
- Laghi di Avigliana. © F. Voglino/A. Porporato
Come dice il nome è il più grande dei due bacini idrici ed è meno naturalistico, navigabile con canoe e balneabile, con numerose abitazioni che sorgono lungo le sue rive. Così tanto a ridosso che per poter passeggiare lungo le rive, oltre alla pedonale, sono stati costruiti due pontili sospesi sull’acqua.
Attenzione, perché vi è un numero massimo di persone che possono salire contemporaneamente su di essi, e camminandovi sopra si capisce bene il perché: l’effetto imbarcazione è assicurato e si ha una leggera sensazione di dondolio.
Camminando tranquillamente eccoci arrivare ai piedi di un albero gigantesco, che già aveva colpito il nostro sguardo da lontano, e da qui il colpo d’occhio sul Lago Grande è bellissimo e una sosta è d’obbligo.
Il nostro percorso termina qui, anche se ufficialmente viene dato un anello che percorre anche l’altra riva del lago. In realtà si camminerebbe sempre su asfalto che porta alle numerose abitazioni e, tolto un breve tratto iniziale, del lago non si ha più alcuna vista.
Al limite, si può percorrere ancora un breve tratto, giusto per raggiungere la Casa del Parco dove si trovano tavolini e alcune postazioni di osservazione, e dove si trovano gli inquietanti ruderi dell’ex Dinamitificio Nobel.
Noi preferiamo tornare indietro, ripercorrendo i pontili fino all’incrocio di cui abbiamo parlato prima. Da qui prendiamo ora a destra lungo la sterrata che prima porta presso alcune case per poi farci prendere la pedonale con la quale percorrere l’intero periplo del Lago Piccolo, tornando così al punto di partenza.
Note
Dati sola andata
Lunghezza: 4 km
Dislivello: irrilevante
Tempo al netto delle soste: 1 h 30 min
Attenzione: prima di ogni escursione è sempre buona norma informarsi sulle condizioni meteo
Link utili
parchialpicozie.it/it/p/laghi-di-avigliana
- Laghi di Avigliana. © F. Voglino/A. Porporato
- Laghi di Avigliana. © F. Voglino/A. Porporato
- Laghi di Avigliana. © F. Voglino/A. Porporato
- Laghi di Avigliana. © F. Voglino/A. Porporato
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