Da 35 anni, la Surfrider Foundation Europe si impegna a proteggere l’oceano. Questo impegno comporta la raccolta e la quantificazione dell’inquinamento che lo affligge. Anche quest’anno, migliaia di cittadini si sono uniti all’ONG Surfrider per raccogliere dati sui rifiuti marini, pubblicati nel Report annuale (scarica qui il documento).
Tutti i dati vengono utilizzati a diversi livelli – locale, nazionale ed europeo – per migliorare le conoscenze scientifiche in materia. Le informazioni vengono inoltre impiegate in attività di sensibilizzazione volte a influenzare i decisori politici europei e nazionali, nonché il settore industriale, affinché intervengano alla fonte dell’inquinamento e promuovano normative ambientali più severe.
Il rapporto mette in luce i risultati di queste azioni e sottolinea l’importanza dell’impegno collettivo.
Tutti possono contribuire alla salvaguardia dell’ambiente e dell’oceano. Nel 2025, Surfrider ha realizzato diversi programmi di citizen science che hanno analizzato la quantità, il tipo e la distribuzione dei rifiuti trovati sulle spiagge e sulle rive dei fiumi in tutta Europa.
I tipi di rifiuti più rinvenuti
Il programma Ocean Initiatives permette a chiunque di raccogliere e quantificare 30 tipi di rifiuti.
Anche quest’anno la classifica dei 10 tipi di rifiuti più raccolti rimane invariata: i mozziconi di sigaretta continuano a occupare il primo posto in termini di numero di pezzi raccolti, con un totale raddoppiato rispetto al 2024, seguiti dai pezzetti di plastica e da frammenti di reti da pesca.
Un protocollo scientifico per spiagge e fiumi
Il protocollo Ospar/MSFD – certificato dall’Unione Europea – effettua il monitoraggio scientifico dei rifiuti attraverso metodi specifici di raccolta e classificazione.
Nel 2025, 9 siti situati in Francia e Spagna hanno condotto un rigoroso monitoraggio scientifico in conformità con gli standard stabiliti dall’Unione Europea. Nel corso dell’anno sono state effettuate quattro raccolte all’interno di questi siti di 100 metri, che hanno portato alla quantificazione di 11.860 pezzi di rifiuti in totale, ovvero 349 per 100 metri.
Riflettori puntati sull’inquinamento causato dai bioportatori
I bioportatori (biocarriers) sono supporti batterici utilizzati in alcuni tipi di impianti di trattamento delle acque reflue. Questi piccoli cilindri di plastica favoriscono la crescita di microrganismi che si depositano, si moltiplicano e degradano le sostanze sospese nell’acqua. Durante le inondazioni, le tempeste intense, i periodi di picco turistico che generano grandi flussi d’acqua o in caso di malfunzionamenti delle infrastrutture, i bioportatori possono finire per essere scaricati nell’ambiente.
La piattaforma di segnalazione Biocarriers raccoglie dati opportunistici sulla presenza e il tipo di bioportatori. Nel 2025, attraverso le segnalazioni di Surfrider, sono stati individuati e segnalati 7.197 oggetti trasportati dal mare in 122 Comuni in tutta Europa.
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